«Agalassia, ristori agli allevatori»

Marco Murgia, sindaco di Ozieri, scrive alla Regione. Appello anche dalla Copagri per gli indennizzi

OZIERI. Dopo le numerose segnalazioni di casi di agalassia contagiosa ovi-caprina nelle campagne del territorio, scendono in campo le istituzioni per chiedere alla Regione di prevedere dei ristori per le aziende colpite. Lo fa il sindaco del Comune di Ozieri Marco Murgia, che ieri ha inviato una richiesta agli assessorati al’Agricoltura e alla Sanità segnalando la grave situazione venutasi a creare nelle campagne e invitando gli assessorati «a mettere in atto nel più breve tempo possibile ogni azione atta a sostenere le aziende in crisi e ad accelerare la definizione delle pratiche di indennizzo relative alle aziende colpite».

Il settore ovi-caprino è trainante nel territorio, e qui l’agalassia ha colpito pesantemente le aziende tanto che, come rende noto il sindaco agli assessori Murgia e Nieddu, «nel presente anno, il Comune di Ozieri ha emesso 15 ordinanze relative a provvedimenti di contenimento dell’agalassia contagiosa, di cui 10 negli ultimi 60 giorni. Esiste quindi reale pericolo - scrive il sindaco Murgia - che la malattia possa diffondersi in tutto il territorio limitrofo. Ci giungono notizie - aggiunge - di ordinanze di contenimento emesse dai sindaci di Bonorva e di Bonnanaro», segno evidente che (come segnalato anche su queste pagine, dove si è data notizia di focolai anche a Oschiri e Nughedu, oltre che nel Nuorese) la patologia si sta diffondendo in modo grave.

La nota del sindaco di Ozieri segue di poco l’analogo appello dell’associazione di categoria Copagri, che già da alcuni giorni aveva inoltrato un sollecito agli assessorati Agricoltura e Sanità segnalando in particolare proprio le situazioni di Ozieri, Bonnanaro e Bonorva. Per riuscire a programmare degli indennizzi per gli agricoltori colpiti, specificano nella nota il presidente Copagri Paolo Ninniri e il vice Tore Piana, occorre prima di tutto che l’assessorato alla Sanità trasmetta a quello all’Agricoltura «una dettagliata relazione indicante sia il numero delle aziende sia il numero dei capi, documentazione necessaria per avviare l’iter risarcitorio e di indennizzo». Ecco quindi perché il sollecito di Copagri, così come anche quello del sindaco di Ozieri, è stato trasmesso per conoscenza anche al responsabile della Sanità Animale Ats, che materialmente si occupa dei controlli sanitari nelle campagne.

Infatti, come specificato nella nota di Copagri, la presenza della malattia è già stata certificata dalle autorità sanitarie, e infatti nelle aziende colpite «vige il divieto di spostamento degli animali, il divieto di trasportare dalle aziende colpite attrezzi, foraggi, letame e altro materiale, il divieto di conferire, vendere o utilizzare il latte prodotto e inoltre il divieto di accesso di personale esterno nell’azienda infetta». Senza contare gli obblighi di sanificazione degli spazi, che aggiunti al blocco della produzione (e in certi casi anche all’insorgenza di aborti e persino di decesso degli animali, come avvenuto a Ozieri nei casi di “agalassia capri”, stanno creando ingenti danni economici alle aziende, per le quali si chiede appunto di prevedere adeguati ristori.

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