Pattada, pecora causò un mortale: condannato l’allevatore

Il turista tedesco Jens Schweiker di 42 anni era deceduto dopo la caduta. Inflitti nove mesi di reclusione per mancata custodia al proprietario dell’animale

PATTADA. Era arrivato in Sardegna da pochi giorni insieme a un amico, come lui appassionato di moto, e insieme avevano deciso di visitare le zone interne dell’isola. La vacanza di Jens Schweiker di 42 anni, turista tedesco sbarcato in Sardegna a bordo della sua Ktm di grossa cilindrata, si era interrotta però bruscamente all’inizio di maggio del 2017.

Mentre percorreva la provinciale 128 bis, in territorio di Pattada, nel tratto di strada che costeggia lo sterrato della dismessa ferrovia Tirso-Chilivani, il motociclista aveva perso il controllo della moto a causa di una pecora finita in mezzo alla strada. L’animale era morto sul colpo, mentre il povero turista era deceduto dopo qualche giorno di ricovero nel reparto di Rianimazione dell’ospedale civile Santissima Annunziata.

Ieri mattina il giudice Mauro Pusceddu del tribunale di Sassari ha condannato l’allevatore di Pattada proprietario della pecora a nove mesi di reclusione per omicidio colposo per malgoverno di animali.

Il pubblico ministero Angelo Beccu, titolare dell’inchiesta, aveva sollecitato per l’allevatore una condanna a un anno e quattro mesi di reclusione, sostenendo che la pericolosità di quel tratto di strada fosse nota agli allevatori della zona per via di «un grosso varco lungo circa 150 metri - ha sostenuto il pm in udienza - che si trova proprio in località “Marianna Ledda”, esattamente in corrispondenza della concessione comunale dell’imputato». Jens Schweiker era deceduto poche ore dopo il ricovero a causa delle gravissime ferite riportate nella caduta. Il motociclista non aveva potuto fare nulla per evitare quella pecora che gli era sbucata davanti alla ruota all’improvviso. L’impatto era stato talmente violento che il 42enne era volato sull’asfalto riportando lesioni gravissime e una importante frattura alla base cranica. Trasportato d’urgenza a Sassari con l’elisoccorso era stato operato alla testa ma non aveva mai ripreso conoscenza. Purtroppo nonostante l’intervento i medici non avevano potuto far niente per salvarlo. Grazie alla grande generosità dei suoi familiari arrivati nell’isola erano però state salvate altre vite umane. I parenti del turista avevano infatti accordato l’autorizzazione per l’espianto degli organi e il povero motociclista aveva donato il fegato, il cuore, i polmoni e i reni.

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