Stalking a una 17enne, indagato a Usini un omicida

Alfredo Piras nel 2005 uccise un musicista a Roma. Rientrato in paese dopo aver espiato la pena è finito di nuovo nei guai

SASSARI. Era tornato a Usini con i migliori intenti (almeno apparentemente) dopo aver scontato la condanna per l’omicidio di un musicista, ucciso nel 2005 con cinquanta coltellate nella sua casa di Campo de’ Fiori, a Roma. Alfredo Piras, di 73 anni, aveva detto di aver ammazzato quell’uomo – che aveva conosciuto agli “alcolisti anonimi” – per legittima difesa dopo una lite legata a motivi di denaro.

Nel 2017, dopo dodici anni di detenzione nel carcere di Orvieto, Piras era rientrato nel suo paese, a Usini, e qui la comunità lo aveva aiutato a reintegrarsi. Gli era stato persino offerto un lavoro: pulizia di strade e locali in cambio di qualche soldo che gli avrebbe consentito di tornare a vivere e riassaporare la libertà.

Ma i guai giudiziari non si sono fatti attendere considerato che la Procura di Sassari gli ha recentemente notificato una chiusura di indagini per atti persecutori nei confronti di una diciassettenne.

Le molestie ai danni della vittima sarebbero consistite in appostamenti «a cadenza quotidiana – scrive il pubblico ministero Ermanno Cattaneo nel 415 bis – fuori dalla casa della minore, in più occasioni la seguiva per strada fino alla sua abitazione». Comprensibile il timore provato dalla giovane e dalla sua famiglia, proprio per via dei trascorsi giudiziari dell’uomo (oggi difeso dall’avvocato Sabina Useli). Una volta Piras l’avrebbe avvicinata «chiedendole di andare a casa sua a prendere dei cioccolatini». Mentre in un’altra occasione «nell’estate 2020, mentre la minore si trovava in compagnia di coetanei in un locale di Usini, la fissava insistentemente». Per arrivare a giugno di quest’anno quando l’indagato è persino entrato nel cortile di casa della vittima.

Dopo quest’ultimo episodio di stalking, il 73enne è stato indagato anche per violenza sessuale nei confronti di una donna disabile. Piras, lo scorso gennaio, le si sarebbe infatti avvicinato all’interno del cimitero di Usini e dopo averle abbassato la mascherina le avrebbe dato un bacio sulla bocca, contro la sua volontà. Una circostanza che avrebbe potuto costargli cara ma la donna, che aveva avuto modo di parlare con l’avvocato Useli, aveva rimesso la querela.

Ad aprile è arrivato l’avvertimento del questore di Sassari Claudio Sanfilippo che parlando di «allarmante personalità – in riferimento a Piras – connotata dalla manifesta incapacità di autodisciplina e controllo delle pulsioni antigiuridiche» lo ha formalmente “invitato” «a tenere una condotta conforme alla legge» avvertendolo che, in caso contrario, «potrà essere sottoposto a misura di prevenzione».

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