Monserrato, aggiudicato il ristorante

Salvo sorprese sarà una società algherese a gestire il locale del Parco, chiuso da anni e nel 2013 vittima di un incendio

SASSARI. Sarà una società di Alghero, salvo sorprese, a gestire il ristorante del Parco di Monserrato. Uno spazio verde ricco di storia, bellissimo e anche molto amato dai sassaresi che dall’anno della sua apertura (datata 2007) lo hanno fatto diventare parte integrante delle loro giornate, soprattutto nei fine settimana. Un’oasi di verde alla quale, da diversi anni, manca un punto di ristoro, col locale adibito a questo servizio che, inaugurato nel 2009, ha attraversato momenti difficili visto che nessuna gestione è riuscito a farlo decollare seriamente e in più, nel 2013, c’è stato anche un incendio a complicare le cose.

Il Comune, nello scorso mese di marzo, ha riproposto l’ennesimo bando e questa volta è andato a buon fine con l’aggiudicazione provvisoria alla Nevero Srl di Alghero, società che attualmente gestisce alcuni locali del settore ristorazione nella cittadina catalana. I tempi si sono allungati per via di una disputa sull’importo del canone (che sarà di poco più di 100mila euro l’anno, con procedura al massimo rialzo che partiva da una base d’asta di 40mila) e il locale attualmente è ancora chiuso, ma una prossima riapertura darebbe un’ulteriore marcia in più al parco. Intanto perché non è possibile che un’area così ampia, situata proprio all’uscita della città, dove le persone si fermano anche per ore, non possa offrire un punto di appoggio per comprare una bottiglia d’acqua o bere un caffè. E poi perché un ristorante o una pizzeria permetterebbero di completare l’insieme. Certamente il ristorante-bar non è di semplice gestione, perché d’estate ha a disposizione un ampio spazio all’aperto e una bella terrazza panoramica che d’estate sono un punto a favore ma d’inverno vengono a mancare e quindi il lavoro deve essere rimodulato in base alla stagione.

Resta comunque un locale con una certa storia, una casa padronale colonica alla quale è annessa anche una cappella con la Madonna di Monserrato (che è stata esclusa dalla locazione) grande poco più di 400 metri quadri con anche un soppalco all’interno. La struttura, proprio per le sue particolarità, è anche protetta dalla Soprintendenza, con la quale dovrà quindi essere concordato qualsiasi intervento, anche di manutenzione, che possa in qualche modo modificare le sue caratteristiche. La location è poi di primissima qualità: sei ettari di verde con palme, agrumi, carrubi, olivi e olivastri, melograni, magnolie, cipressi, salici, lecci, tigli, pini, ippocastani e siepi di lentisco, oltre ad alcune costruzioni di grande impatto architettonico. Una tenuta che dal Seicento a oggi è passata tra le mani di diversi proprietari (tra i quali anche il primo sindaco di Sassari Giacomo Deliperi, l’imprenditore Giovanni Antonio Sanna e il marchese di Suni e restituita alla città all’alba del terzo millennio.(r.s.)

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