Niente Essida per i candelieri di Nulvi e Ploaghe
Le restrizioni sanitarie fermano la festa popolare, ma ci saranno le consuete cerimonie religiose
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NULVI. Anche quest’anno a causa delle restrizioni causate dall’emergenza sanitaria Sa Essida dei tre candelieri nulvesi non ci sarà. La comunità nulvese rinnoverà il suo voto secolare all’Assunta offrendo i tre grandi ceri senza però dar vita alla tradizionale e spettacolare sfilata fra le vie del paese. Una squadra ridotta di abili portatori li trasferirà in pochi minuti dalla chiesetta di San Filippo dove sono custoditi alla chiesa parrocchiale, ancora suddivisi nelle due componenti. Attraverseranno soltanto la viuzza che scorre tra la parrocchia e la chiesa del Rosario che sarà nuovamente transitabile dopo la messa in sicurezza del campanile seicentesco che verrà ultimata in questi giorni e, una volta in chiesa, verranno assemblati i fusi e i tabernacoli e disposti come una grande corona attorno al catafalco dorato dove la sera del 14 agosto si terrà la solenne cerimonia dell’intronizzazione della Vergine Dormiente da parte dei 12 apostoli. Niente Essida anche a Ploaghe nel giorno di Ferragosto. Anche qui i due ceri intitolati a San Pietro e a Gesù Bambino, dono secolare dei pastori e degli agricoltori ploaghesi, non faranno il tradizionale giro del paese ma aspetteranno che la processione (anche questa con partecipazioni ridotte) con il simulacro dell’Assunta arrivi nella piazza antistante la chiesa di San Pietro per accompagnare con il tradizionale inchino il suo ingresso in chiesa. Poi resteranno nella piazza senza esibirsi nei negli spericolati balletti in attesa del loro ingresso in chiesa per lo scioglimento del voto. Stesso copione anche per la quarta uscita annuale dei due ceri ploaghesi che si terrà il giorno dell’Ottava. Per entrambe le comunità l’augurio sarà solo uno: “A un’atter’annu mezzus!”. Mauro Tedde
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