A Pozzomaggiore grande successo della Mostra del coltello
POZZOMAGGIORE. L’amministrazione comunale, in collaborazione con l’Associazione coltellinai sardi, ha organizzato nei locali del museo del cavallo di Piazza convento, la 17a edizione della Mostra...
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POZZOMAGGIORE. L’amministrazione comunale, in collaborazione con l’Associazione coltellinai sardi, ha organizzato nei locali del museo del cavallo di Piazza convento, la 17a edizione della Mostra del coltello.
L a manifestazione è stata diretta e curata dal maestro Paolo Calaresu, presidente dell’associazione. All’iniziativa hanno preso parte venticinque maestri provenienti da tutta la Sardegna, fra i quali anche il maestro locale Andrea Cazzari. L’evento ha avuto un buon successo di pubblico e di estimatori di un’arte antica e il pieno gradimento degli artisti artigiani che vi hanno partecipato con entusiasmo e impegno e hanno avuto l’occasione per mostrare ancora una volta tutte le loro qualità e la validità delle proprie produzioni che nascono da un’autentica arte poliedrica e diversificata e mostra un’abbondanza creativa che traspare nella fabbricazione dei coltelli, in limba conosciuti anche come “sas resorzas” o “sas leppas”. Opere in cui esprimono un forte attaccamento alla cultura agropastorale e un’abilità manuale, tramandata da generazioni che l’hanno realizzato non solo come un’arma, ma soprattutto come un “complice” e un compagno da portare sempre con sé nelle lunghe giornate passate col gregge fra i monti, per mangiare, intagliare sughero e legno o brandire in caso di minaccia.
Emidio Muroni
L a manifestazione è stata diretta e curata dal maestro Paolo Calaresu, presidente dell’associazione. All’iniziativa hanno preso parte venticinque maestri provenienti da tutta la Sardegna, fra i quali anche il maestro locale Andrea Cazzari. L’evento ha avuto un buon successo di pubblico e di estimatori di un’arte antica e il pieno gradimento degli artisti artigiani che vi hanno partecipato con entusiasmo e impegno e hanno avuto l’occasione per mostrare ancora una volta tutte le loro qualità e la validità delle proprie produzioni che nascono da un’autentica arte poliedrica e diversificata e mostra un’abbondanza creativa che traspare nella fabbricazione dei coltelli, in limba conosciuti anche come “sas resorzas” o “sas leppas”. Opere in cui esprimono un forte attaccamento alla cultura agropastorale e un’abilità manuale, tramandata da generazioni che l’hanno realizzato non solo come un’arma, ma soprattutto come un “complice” e un compagno da portare sempre con sé nelle lunghe giornate passate col gregge fra i monti, per mangiare, intagliare sughero e legno o brandire in caso di minaccia.
Emidio Muroni
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