Platamona, stagione da record

Nonostante i tanti problemi i sassaresi riscoprono la loro spiaggia. E si spera nel boom per il 2022

SASSARI. Trovare un posteggio è impresa per solutori più che abili. Anche perché si mormora che la polizia locale, soprattutto nel versante sorsese, abbia occhio attento e mano veloce. Trovare uno spazio nello spiaggione tra la torre di Abbacurrente e le macerie del rinascente Lido Iride è un po’ più facile. Anche se Platamona, nonostante il robusto maestralino che fa piegare gli ombrelloni, si difende più che bene in questa ultima placida domenica di agosto. E conferma quello che tutti gli operatori e i bagnati dicono convinti da qualche settimana: è stata una stagione da record, e i sassaresi sono tornati in massa nella loro spiaggia.

Ed effettivamente aggirandosi tra nidi d’ombrelloni, l’immancabile quota di famiglie allargatissime impegnate in impegnativi pranzi da spiaggia e tre o quattro gruppi di ragazzini urlanti che sfidano il mare più che increspato, l’impressione è che, nonostante il surreale contorno di strutture chiuse, in attesa di promessi rilanci o semplicemente abbandonate, qualcosa nella “Sassari Marina” forgiata negli anni ’50 dello scorso secolo da Oreste Pieroni, Sebastiano Pani e Salvatore Cottoni si muova. «Abbiamo preso in gestione il Lido Titanic da due mesi – sottolinea Adriano Pazzona – con un gruppo di tre cooperative, e ci siamo impegnati a fondo per rilanciarlo. I risultati stanno arrivando e tanti sassaresi hanno ripreso a frequentare Platamona. Una clientela con buone capacità di spesa e voglia di servizi all’altezza, che ha riscoperto la comodità di una spiaggia a 5 minuti d’auto da casa propria. Certo, ognuno dovrebbe fare la sua parte. Per primi gli operatori, che si dovrebbero prendere in carico la spiaggia che hanno in concessione e anche le pertinenze, come abbiamo fatto noi. Il Comune dovrebbe essere più duro nei controlli, e magari un po’ meno nel rifilare multe a chi disperatamente cerca un luogo dove posteggiare».

Parole confermate dai 70 ombrelloni a due passi dalla Rotonda, tutti occupati, e dal ristobar che viaggia a pieno regime. Come pieni sono la cinquantina di coperti del vicino Lido Alba, costruito nel 1950 dal capostipite Ignazio Montalbano e ancora gestito dalle nipoti Rosella, Daniela, Caterina e Stefania con la mamma Maria. Aggirarsi tra le cabine in perfetto stile pieroniano (23, tutte prenotate) è un vero tuffo nel passato. «Abbiamo preservato con amore la struttura storica – raccontano Rosella e Daniela Montalbano – e la clientela, affezionata, ci premia. Prenotano da un anno per l’altro». Anche per loro una stagione da incorniciare, con i 112 lettini e gli 86 ombrelloni (complici anche la settantina di introvabili posti auto) quasi mai vuoti. «Abbiamo lavorato bene – sottolineano – come da tempo non succedeva. Certo le potenzialità sono enormi. E c’è spazio per tutti. Speriamo che i progetti in campo fioriscano, come Platamona».

I pensieri di tutti vanno alle rovine del Lido Iride. Abbattuto alla fine di aprile dopo anni di abbandono e battaglie condotte dagli ambientalisti (diventate di fatto inutili una volta che il ministero competente aveva tolto il vincolo paesaggistico), con una demolizione che è stata comunque un colpo al cuore per tutta una generazione di sassaresi, dovrebbe rinascere tra il 2022 e il 2023. Per quest’anno non se ne è fatto nulla ma le promesse della Spf Multiservice sono importanti: 800 postazioni, area ristorazione e servizi per bambini, arena spettacoli. Come importante è il fatto che il ristorante Ernesto abbia un nuovo padrone, con Antonello Zappino che, dopo un primo tentativo andato a vuoto due anni fa, stavolta ha fatto centro e l’anno prossimo il locale dovrebbe tornare a regime.

Aspettando che, insieme ai sassaresi, tornino anche i servizi, non resta che passeggiare tra rovine e locali chiusi, macchine posteggiate in ogni dove, ascoltando i racconti dei residenti che denunciano bivacchi serali e notturni, con locali di intrattenimento fin troppo attivi. E una “Sassari Marina” che si riempie di giorno ma al calar del sole vede riapparire tutti i suoi fantasmi.

«Un vero peccato», commentano Anna e Carla, mentre mangiano le loro patatine prese nel camionicino “da Tore” che svetta al centro del posteggio della Rotonda. Sono due amiche, un po’ avanti con gli anni, e nella “loro” Rotonda vengono tutti i giorni, in autobus. «Amiamo questa spiaggia – spiegano–. Certo, non tornerà mai quella di quando eravamo ragazze. Ma si potrebbe fare tanto per renderla migliore».

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