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Sassari, fiamme alla gelateria: notte di paura a Li Punti

Nadia Cossu
Sassari, fiamme alla gelateria: notte di paura a Li Punti

L’incendio, quasi certamente doloso, ha distrutto il gazebo di “Crema e Ciò”. La titolare in lacrime: «Lavoro 17 ore al giorno. Chi mi ha fatto questo rifletta» 

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SASSARI. La voce spezzata dalle lacrime e davanti agli occhi ancora le immagini devastanti del fuoco che alle 4.30 del mattino consumava gli ultimi arredi esterni della sua caffetteria e gelateria.

Caterina Migheli è la titolare di “Crema e Ciò(ccolato)”, in via Pala di Carru. Un locale bello e accogliente che si affaccia su una via trafficata che collega il quartiere di Li Punti con Predda Niedda. Ieri mattina, come sempre, è andata al lavoro molto presto. Le colazioni vanno predisposte per tempo e le sue giornate iniziano un paio d’ore prima dell’alba. La scena che le si è presentata davanti era drammatica: i vigili del fuoco stavano spegnendo le ultime fiamme del rogo che poco prima aveva distrutto il gazebo esterno della gelateria. Sul posto c’erano anche i carabinieri che hanno avviato le indagini. L’ipotesi più accreditata al momento è quella di un incendio doloso che sarebbe partito da un cassonetto per la raccolta differenziata dei rifiuti sistemato proprio davanti al gazebo. Quando sono partite le fiamme – intorno alle due del mattino, secondo alcuni testimoni – gli abitanti della via non hanno nemmeno potuto avvisare la titolare perché non avevano il suo numero di telefono. «Quando sono arrivata alle 4.30 non volevo credere ai miei occhi – ha raccontato Caterina ieri sera dopo diverse ore trascorse nella caserma dei carabinieri per formalizzare la denuncia – Lavoro qui da quattro anni e mezzo, le persone mi vogliono bene e anche i miei colleghi. Oggi, se mai ce ne fosse stato bisogno, ne ho avuto una prova ulteriore: il telefono squilla tutto il giorno. Ho ricevuto tantissima solidarietà». Piange Caterina Migheli mentre prova a spiegare cosa si prova a vedere vanificati i sacrifici quotidiani per la volontà di qualche criminale scellerato: «Lavoro diciassette ore al giorno – dice – Mi sveglio alle 4 del mattino per tenere in piedi questa attività che, come tante altre, con la pandemia ha faticato ad andare avanti. Ma non voglio credere che sia un gesto indirizzato a me, non ho mai fatto del male a nessuno e vado d’accordo con tutti. Qui vengono famiglie, bambini, ragazzi, ho una bellissima clientela. Escludo che sia dovuto a gelosie. La verità è che qui a Li Punti è diventata una moda quella di incendiare le cose altrui. Basti pensare alle auto date alle fiamme di recente».

Lunedì sarà conclusa la stima dei danni. «Avevo rifatto il gazebo nel 2017, dopo l’acquisto dell’attività. Una struttura che rispondeva a tutti i requisiti di sicurezza. Per questo so già che ci saranno almeno 20mila euro di danni... Chi ha commesso questo gesto rifletta bene e pensi a quanti sacrifici ha mandato in fumo».

Intanto i carabinieri hanno già provveduto a sequestrare le registrazioni di una telecamera della videosorveglianza che si trova proprio in via Pala di Carru.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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