L’Ats non ci ripensa i due pazienti di Ittiri andranno a Thiesi

Caso Lungodegenza. Comunicata la decisione ai familiari Il sindaco Sau: «Decisione inutile, si sono solo creati disagi» 

ITTIRI. Delusione, amarezza, ma sopratutto rabbia. Sono questi i sentimenti che si leggono negli occhi di chi, per circa una settimana, ha sperato e richiesto a gran voce, che i propri cari, gli ultimi quattro dei 16 iniziali, ricoverati nel reparto di lungodegenza dell'Alivesi, non venissero trasferiti ad altro ospedale.

Purtroppo la decisione finale, presa dalla dirigente medico Antonietta Bifulco, e comunicata alle 12.30, ha cancellato anche le residue speranze dei parenti di due ricoverati che verranno trasferiti nel presidio di Thiesi. Mentre per gli altri due non si può procedere a causa delle precarie condizioni che ne rendono impraticabile lo spostamento. Non risparmiano critiche e accuse ai vertici dell’Ats Irene Sanna, Francesca Arras e Ilaria Scarpa che, per circa una settimana, hanno presidiato l’ingresso del nosocomio di via Ospedale per evitare che i propri cari subissero il trauma dello spostamento. Una di loro dichiara di aver chiesto l’attivazione dell’Adi (Assistenza Domiciliare Integrata) in modo da poter spostare il padre, a casa o in una Rsa, ma per tutta risposta le è stato comunicato che, finché durava il ricovero a Ittiri questo non era possibile. Francesca Arras, padre di 76 anni, sostiene che il reparto di geriatria dell’Alivesi è di eccellenza con strumenti all’avanguardia e non capisce il motivo di questi trasferimenti.

All’incontro con la dottoressa Bifulco erano presenti il sindaco Antonio Sau con la sua vice Angela Desole e gli assessori Piras, Sassu e Cossu. Il primo cittadino definisce «grave, ingiustificato, inutile e dannoso un provvedimento che, presentato come l’unica soluzione per potenziare il reparto Covid dell’ospedale di Alghero, porta a risultati vicino allo zero. Infatti – sottolinea Sau – ad Alghero potrebbe essere trasferito un solo medico, al massimo due, vanificando, di fatto, gli spostamenti dei pazienti in altre strutture». Sau definisce il provvedimento dell’Ats una scelta scellerata, inutile e improduttiva. «Si è creato un grande disagio e pericolo per persone estremamente fragili, a fronte di un irrisorio incremento di personale ad Alghero. Chiederemo, attraverso il consiglio regionale, che venga documentato lo stato di emergenza epidemiologica, in relazione ai forti disagi creati ai degenti e ai decessi avvenuti e il mancato utilizzo della graduatoria dei medici da utilizzare in casi di emergenza».

All’incontro con parenti e responsabili sanitari ha partecipato la consigliera regionale del M5s, Desirè Manca. Sul fronte politico regionale c’è da registrare anche un’interrogazione dei consiglieri regionali Cocco e Lai di Articolo 1, cui ha fatto seguito un’altra interrogazione della stessa Desirè Manca, finalizzate entrambe a portare in aula il problema Alivesi. La portavoce del M5S ha anche sottolineato «l’importanza strategica dell’Alivesi per un territorio che necessita di strutture adeguate e attrezzate». Nel piazzale del nosocomio erano presenti numerosi cittadini che, hanno mostrato solidarietà ai parenti dei ricoverati. Quanto è accaduto, è stato sottolineato, potrebbe rappresentare il preludio per la ricostituzione del “Comitato pro Alivesi” che in passato ottenne concreti risultati obbligando l’allora dirigenza della Usl n°1 a riportare a Ittiri 400 milioni, inizialmente destinati alla sala operatoria, ma che si era cercato di dirottare altrove. La sala operatoria fu ultimata, ma mai utilizzata. Forse già da allora esisteva la volontà politica di non far crescere l’Alivesi?

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