Marijuana nelle aziende arrestati due allevatori

Un 29enne era stato trovato mesi fa in possesso di 128 chili di stupefacente Altri due carichi da 34 e 30 chili sono stati scoperti tra Foresta Burgos e Bonorva

BURGOS. Il blitz è scattato all’alba di ieri con un eccezionale spiegamento di forze e dopo diverse ore di perquisizioni in tutto il Goceano ha portato a un maxi sequestro di marijuana e a due arresti. Ai domiciliari è finito un allevatore di Burgos di 29 anni, nei cui confronti era stato emesso un provvedimento della Procura della Repubblica di Nuoro per la detenzione di 128 chili di marijuana sequestrati i mesi scorsi. Il sequestro dello stupefacente era avvenuto durante un controllo nell’azienda agricola di proprietà del 29enne.

Dopo le analisi sulle piante sequestrate gli inquirenti avevano accertato che non si trattava di cannabis “light” come aveva dichiarato l’allevatore, ma di sostanza stupefacente a tutti gli effetti, dotata di un principio attivo di gran lunga superiore ai limiti di legge.Durante il blitz a cui ieri mattina hanno preso i militari della compagnia di Bono, coordinati dal capitano Matteo Paulis, e i carabinieri dello squadrone eliportato Cacciatori “Sardegna” all’uomo è stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari.

Ma durante la vasta operazione di controllo del territorio in tutto il Goceano con diverse perquisizioni in più centri, sono stati rinvenuti nella sua disponibilità ulteriori 34 chili di marijuana e un rilevatore di radiofrequenze. Durante una perquisizione in un’azienda zootecnica, tra Foresta Burgos e Bonorva, i militari hanno notato un movimento sospetto in un ovile confinante, presso il quale hanno esteso la perquisizione, rinvenendo ulteriori 30 chili circa di marijuana e 8 chili di scarti di lavorazione della stessa sostanza. Anche per il proprietario dell’ovile è scattato l’arresto detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Circa un mese fa per altri due allevatori di Burgos era scattata la denuncia da parte dei carabinieri della compagnia di Bonorva. Anche loro - secondo le accuse - avevano mischiato piante di marijuana legale con piante la cui coltivazione è proibita. Tra le 1200 piante di canapa “light” che crescevano rigogliose all’interno di una piantagione legale di canapa in località “Oddorai” i carabinieri avevano scoperto che una quarantina erano in realtà di una varietà ad alto tenore di “Thc”, il principio attivo della cannabis, e dunque illegale.

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