«I miei 30 anni tra libri e fumetti»

Il “compleanno” di Emiliano Longobardi e della Libreria Azuni, punto di riferimento per i sassaresi

SASSARI. In un’estate di trent’anni fa Emiliano Longobardi, neomaturato, decise di andare a lavorare per qualche settimana in una libreria «per tirare su un po’ di spiccioli e godermi quella che è la vacanza più lunga di uno studente che sta per iscriversi all’università. Lo feci un po’ malvolentieri, temendo che quell’impegno potesse in qualche modo togliere spazio al divertimento e tempo ai primi passi universitari». Era invece l’inizio di un lungo viaggio che ha visto quel ragazzo diventare titolare della libreria e parte integrante di quel mondo vestendo ruoli da protagonista quali l’autore di fumetti e il direttore artistico di festival letterari «perché ho capito che il mio modo di vivere è stare fra le storie e sono felice così».



La Libreria Azuni, a pochi passi dall’omonimo liceo che ha istruito generazioni di sassaresi, è un presidio irrinunciabile per studenti, lettori e appassionati di fumetti. Ed Emiliano Longobardi venerdì festeggerà i suoi primi trent’anni trascorsi nel locale all’angolo tra via Porcellana e viale Mancini con un evento in piazza Moretti che vedrà lo scrittore cagliaritano Francesco Abate presentare (inizio alle 19,30) il suo libro “I delitti della Salina” insieme a Lalla Careddu. Per lui sono stati decenni nei quali «ho imparato tante cose, prima di tutto l’etica del lavoro e il sacrificio che questo comporta. E sono felice di essere riuscito, in questi anni, a dare un indirizzo preciso alla libreria – racconta –. Che è nata innanzitutto con un indirizzo nei testi scolastici che ancora mantiene e alla quale ho aggiunto e consolidato il settore fumetti. Una specializzazione che ci ha portato a essere, e lo dico con un certo orgoglio, un riferimento in Italia. Col tempo abbiamo allargato il nostro raggio d’azione diventando più generalisti ma, a parte le battute, i fumetti restano il nostro punto di forza». Di fatto la Libreria Azuni è sempre stata una questione di famiglia: il locale aveva avuto una prima, brevissima vita alla fine degli anni Ottanta, poi riaprì nel 1991 (quando appunto cominciò la collaborazione) e nel 1993 il padre di Emiliano, purtroppo scomparso poco tempo dopo, la prese in gestione dando il via all’avventura: «Io sono subentrato nella gestione nel 1995 e nel 2005 ho acquistata definitivamente la libreria – racconta Emiliano –; il filo conduttore per i clienti siamo sempre stati io e mia madre Nina, e ci lavora anche mio fratello Giuliano. Se c’è una cosa che ho imparato, è che il libraio è il valore aggiunto: nelle librerie si trovano più o meno le stesse cose, quando una persona torna è perché ci sei tu. Pochi giorni fa è venuto un cliente storico, la sua scheda è la numero 46: negli anni siamo arrivati a 17mila, per dire».

Nel frattempo sono cambiate tante cose, presìdi culturali come le librerie sono a rischio «anche per colpa di politiche culturali miopi. E c’è stato l’avvento del digitale: su questo non sono un oltranzista, c’è stata un’evoluzione e va bene anche leggere gli ebook ma l’importante è sapere cosa si sta facendo, capire che sono formati diversi e non ti consentono la stessa fruizione del testo». Così come c’è stata l’evoluzione dei lettori: «Il libraio resta un intermediario, se mi chiedono un consiglio sono qui ma fondamentalmente ognuno legge quel che vuole. L’importante è non giudicare superficialmente, una persona può avere curiosità differenti, leggere Kant e guardare il Grande Fratello. Quello che conta, semmai, è avere il giusto approccio critico. E non è vero che i giovani leggono male, anzi, spesso sono più avanti di tutti». Ed è vero che a Sassari i libri ancora reggono: «Il nostro indice di lettura, come in tutta l’isola, è tra i più alti d’Italia . E questo, in un periodo difficile, resta una garanzia».


 

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