L’ex Intendenza di finanza monumento vuoto da anni

Di proprietà del Demanio, il palazzo dell’800 attende una nuova destinazione  Spesi migliaia di euro per la lunga ristrutturazione, ma nessun inquilino

SASSARI. Passano gli anni, ma il palazzo di via Luzzatti dell’ex Intendenza di Finanza continua a restare vuoto, monumento ai soldi del contribuente sprecati in ristrutturazioni che non sono finora servite a recuperarlo all’utilizzo.

È una storia lunga quella dell’edificio, di proprietà del Demanio dello Stato e, dal 2005, bene architettonico dichiarato di interesse culturale. Ormai sono decenni che è chiuso al pubblico con le competenze delle Intendenze di finanza, costituite nel 1862, passate alle Agenzie delle Entrate. Lo sgombero della sede storica sassarese, che si affaccia anche su piazza Azuni, avvenne negli Anni Novanta. Decretandone una chiusura che ancora non è terminata. L’ex Intendenza era uno di quegli uffici che un tempo contribuivano a rendere animato e vivace il centro storico e che sono invece stati trasferiti in periferia, in locali di sicuro più moderni e attrezzati, ma contemporaneamente privando di servizi un’ampia parte della città.

Da allora, il palazzo vede occupati solo gli spazi al piano terra dove sono presenti diverse e altrettanto storiche attività commerciali, come Tomè. E la stessa sorte è toccata al confinante e più piccolo edificio su via Luzzatti, dove è situata la Cappelleria Premoli, ugualmente di proprietà del Demanio. Quindi i piani superiori di entrambi non hanno mai più avuto inquilini. Negli anni le strutture si erano anche degradate. Commercianti e residente ricordano quando un’orribile pioggia di scarafaggi era caduta dallo stabile in cui lavora la cappelleria. Per l’ex Intendenza di finanza era partita in seguito la ristrutturazione che è durata a lungo per una serie di problemi tecnici ed economici, di cui si era occupato il Genio Civile. Che aveva reperito ulteriori finanziamenti per concludere gli interventi necessari, tra cui l’installazione di un ascensore.

I lavori per il recupero dell’ottocentesco palazzo avevano causato disguidi nella zona. Per eseguirli era stato installato un ponteggio che aveva coperto la facciata per oltre tre anni. Sull’impalcatura però per mesi e mesi non si era visto un operaio. Nel frattempo il marciapiede era diventata un luogo di gettito di rifiuti, un angolo riparato per i tossicodipendenti e un vespasiano.

Al momento non si sa se ci siano progetti per riaprire le stanze ai piani superiori dei due palazzi. Si era parlato di un possibile ritorno di uffici finanziari, ma anche di una possibile sede per la prefettura (ospitata nel palazzo della Provincia), e ancora, di una diramazione della questura. Niente è avvenuto e l’ex Intendenza resta senza un padrone che la abiti.

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