Climber in azione nella falesia di Osilo
Momenti suggestivi a San Lorenzo per la calata notturna di quindici scalatori
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OSILO . Sono stati momenti di grande suggestione, quelli vissuti a San Lorenzo per la calata notturna lungo la falesia che sovrasta la frazione, degli scalatori dell’associazione Kena Lakanas, di cui è presidente Graziano Dore.
Quindici giovani, in maggioranza ragazze, hanno tenuto gli astanti con il fiato sospeso, mentre si calavano da una parete rocciosa a picco, alta più di cinquanta metri. La suggestione era aumentata dal potente faro che dalla strada illuminava la scena, proiettando le ombre che moltiplicavano per due il numero degli scalatori, nonché dalla luce che ciascuno di essi portava sul casco.
La serata è iniziata alle cinque del pomeriggio con la visita al mulino comunale guidata da Antonio Strinna e Annalisa Pisano, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’associazione Badde Lontana. E ancora una volta il mulino è stato messo in funzione e raccontato nel suo contesto complessivo, con le origini geologiche del canyon e l’attività molitoria, che ha interessato tutto il territorio del Nord Sardegna, compresa la città di Sassari. Intorno alle 19 gli scalatori si sono diretti verso il punto di calata, Coas de aradu, percorrendo una delle cenge di Ottula.
Un momento di forte impatto emotivo, in quanto il gruppo, disposto in fila indiana, sembrava procedere nel vuoto più assoluto. Stupore, dunque, da parte dei presenti, e anche qualche brivido negli sguardi di quanti si sono ritrovati nei pressi del bar il mulino. Poi la calata, uno alla volta, col proprio doppio rappresentato dall’ombra. Decisamente un evento inedito, oltre che spettacolare, per il territorio di Osilo, che ha riscosso molti apprezzamenti. E un evento, fanno sapere gli organizzatori, che sarà ripetuto più volte l'anno, a partire dalla prossima primavera. Perché San Lorenzo è un luogo ideale dove praticare e prima ancora apprendere le tecniche delle scalate e delle calate.
Mario Bonu
Quindici giovani, in maggioranza ragazze, hanno tenuto gli astanti con il fiato sospeso, mentre si calavano da una parete rocciosa a picco, alta più di cinquanta metri. La suggestione era aumentata dal potente faro che dalla strada illuminava la scena, proiettando le ombre che moltiplicavano per due il numero degli scalatori, nonché dalla luce che ciascuno di essi portava sul casco.
La serata è iniziata alle cinque del pomeriggio con la visita al mulino comunale guidata da Antonio Strinna e Annalisa Pisano, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’associazione Badde Lontana. E ancora una volta il mulino è stato messo in funzione e raccontato nel suo contesto complessivo, con le origini geologiche del canyon e l’attività molitoria, che ha interessato tutto il territorio del Nord Sardegna, compresa la città di Sassari. Intorno alle 19 gli scalatori si sono diretti verso il punto di calata, Coas de aradu, percorrendo una delle cenge di Ottula.
Un momento di forte impatto emotivo, in quanto il gruppo, disposto in fila indiana, sembrava procedere nel vuoto più assoluto. Stupore, dunque, da parte dei presenti, e anche qualche brivido negli sguardi di quanti si sono ritrovati nei pressi del bar il mulino. Poi la calata, uno alla volta, col proprio doppio rappresentato dall’ombra. Decisamente un evento inedito, oltre che spettacolare, per il territorio di Osilo, che ha riscosso molti apprezzamenti. E un evento, fanno sapere gli organizzatori, che sarà ripetuto più volte l'anno, a partire dalla prossima primavera. Perché San Lorenzo è un luogo ideale dove praticare e prima ancora apprendere le tecniche delle scalate e delle calate.
Mario Bonu
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