Bimbo in overdose di eroina ora si valuta l’affidamento

SASSARI. Sono legate alle decisioni che prenderanno la Procura e il Tribunale dei minorenni di Sassari le dimissioni dal reparto di Pediatria delle cliniche di San Pietro del bambino di diciotto mesi...

SASSARI. Sono legate alle decisioni che prenderanno la Procura e il Tribunale dei minorenni di Sassari le dimissioni dal reparto di Pediatria delle cliniche di San Pietro del bambino di diciotto mesi ricoverato una decina di giorni fa per un’overdose di eroina.

Il piccolo è fuori pericolo da qualche giorno e potrebbe fare rientro a casa, ma i giudici stanno valutando quale sia la soluzione migliore per lui dopo quello che è accaduto. Le ipotesi al vaglio sono il trasferimento all’interno di una struttura protetta o l’affidamento temporaneo del piccolo.

Intanto nell’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica dopo la sventata tragedia, qualche giorno fa è finito il padre del bambino, un 29enne nigeriano difeso dall’avvocato Carlo Pinna Parpaglia. Il sostituto procuratore Ermanno Cattaneo gli contesta il reato di “lesioni come conseguenza di altro delitto”, ovvero la cessione di sostanze stupefacenti. Durante la perquisizione dell’appartamento in cui vivono i genitori del bambino, nel quartiere di Cappuccini, gli investigatori della squadra mobile non avevano trovato tracce di eroina, ma solo una piccola dose di marijuana. I genitori erano stati sentiti i giorni scorsi e avevano dichiarato che il piccolo avrebbe raccolto da terra la bustina di eroina mentre giocava in un parco cittadino giovedì scorso. Poi ritornati a casa, il bambino sarebbe stato messo a letto dalla mamma che ore dopo, non riuscendo a risvegliarlo, lo aveva trasportato in ospedale. Una versione che non aveva convinto gli investigatori. L’ipotesi più avvalorata, infatti, rimane quella che il piccolo abbia ingerito la sostanza stupefacente mentre si trovava in casa, anche se nell’abitazione non erano state trovate tracce della sostanza trovata nel corpo del bambino, durante un’accurata perquisizione della polizia. Un controllo fatto però il giorno successivo alla comunicazione dei medici dell’ospedale che il primo ottobre avevano informato la polizia del ricovero del bimbo in overdose. (l.f.)

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