Schianto a Caniga, sei anni all’autista
di Nadia Cossu
Emanuele Loriga guidava ubriaco la Accent che si scontrò con un’Alfa. Accanto a lui viaggiava la vittima Manuel Manca
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SASSARI. Sei anni di carcere per quello schianto mortale nel quale, a marzo del 2019, perse la vita il 27enne sassarese Manuel Manca. Ieri mattina, al termine del rito abbreviato, il gup Giuseppe Grotteria ha condannato l’imputato Emanuele Loriga per omicidio stradale e lesioni stradali gravissime. Il giudice ha anche disposto la revoca della patente di guida e lo ha condannato a risarcire il danno alle parti civili (rappresentate dall’avvocato Maurizio Serra) con il pagamento alle stesse di una provvisionale di 100mila euro.
Il 10 marzo di due anni fa Loriga si trovava in via Caniga al volante della Hyundai Accent in cui perse la vita l’operaio sassarese di 27 anni Manuel Manca. Nello stesso terribile incidente rimase gravemente ferita un’amica, Jessica Cesaracciu, che venne ricoverata nel reparto di Rianimazione.
Dopo lo schianto Loriga, difeso dall’avvocato Monica Malesa, era risultato positivo all’etilometro, con un livello di alcol nel sangue che era quasi pari a 2 grammi/litro, ossia quasi quattro volte superiore al limite consentito dalla legge. Tasso alcolemico “corretto” su richiesta dell’avvocato Malesa che lo aveva ritenuto inaffidabile perché i medici effettuarono il prelievo sul siero e non sul sangue. Il legale aveva spiegato al gup che la determinazione dell’alcol sul siero (derivato del sangue) produce una sovrastima che può raggiungere il 20% rispetto alle rilevazioni effettuate sul sangue. Obiezione che il giudice Grotteria ha accolto ma che non è servita a infliggere una pena inferiore. Nelle motivazioni il gup ha infatti evidenziato «l’enorme imprudenza e temerarietà della condotta di guida dell’imputato, in violazione di molteplici norme del codice della strada (velocità eccessiva pure in prossimità di una curva, invasione dell’opposta corsia e in stato di ebbrezza alcolica». E poi Grotteria ha tenuto conto dei precedenti a carico di Loriga: «Ben 18, principalmente per furto e rapina».
Nella ricostruzione gli inquirenti avevano ipotizzato che all’origine dello scontro in cui era rimasto ferito anche l’autista dell’Alfa Romeo, Simone Luca Lesitano (che andava a una velocità di appena 30 chilometri orari), ci fosse stata una distrazione di Loriga . Prima di imbarcarsi e finire nella corsia opposta, la Accent aveva urtato un guardrail sul lato destro. Quando aveva capito che la Hyundai era fuori controllo e che gli stava venendo addosso, Lesitano aveva tentato una manovra disperata ma non era riuscito a evitare l’impatto. Sulla Hyundai, accanto a Loriga, viaggiava Manuel, che non aveva avuto scampo. Sul sedile di dietro si trovavano invece Jessica Cesaracciu e i suoi tre bambini di 1, 3 e 7 anni. Solo per un miracolo erano riusciti a salvarsi, riportando solo ferite lievi.
Il 10 marzo di due anni fa Loriga si trovava in via Caniga al volante della Hyundai Accent in cui perse la vita l’operaio sassarese di 27 anni Manuel Manca. Nello stesso terribile incidente rimase gravemente ferita un’amica, Jessica Cesaracciu, che venne ricoverata nel reparto di Rianimazione.
Dopo lo schianto Loriga, difeso dall’avvocato Monica Malesa, era risultato positivo all’etilometro, con un livello di alcol nel sangue che era quasi pari a 2 grammi/litro, ossia quasi quattro volte superiore al limite consentito dalla legge. Tasso alcolemico “corretto” su richiesta dell’avvocato Malesa che lo aveva ritenuto inaffidabile perché i medici effettuarono il prelievo sul siero e non sul sangue. Il legale aveva spiegato al gup che la determinazione dell’alcol sul siero (derivato del sangue) produce una sovrastima che può raggiungere il 20% rispetto alle rilevazioni effettuate sul sangue. Obiezione che il giudice Grotteria ha accolto ma che non è servita a infliggere una pena inferiore. Nelle motivazioni il gup ha infatti evidenziato «l’enorme imprudenza e temerarietà della condotta di guida dell’imputato, in violazione di molteplici norme del codice della strada (velocità eccessiva pure in prossimità di una curva, invasione dell’opposta corsia e in stato di ebbrezza alcolica». E poi Grotteria ha tenuto conto dei precedenti a carico di Loriga: «Ben 18, principalmente per furto e rapina».
Nella ricostruzione gli inquirenti avevano ipotizzato che all’origine dello scontro in cui era rimasto ferito anche l’autista dell’Alfa Romeo, Simone Luca Lesitano (che andava a una velocità di appena 30 chilometri orari), ci fosse stata una distrazione di Loriga . Prima di imbarcarsi e finire nella corsia opposta, la Accent aveva urtato un guardrail sul lato destro. Quando aveva capito che la Hyundai era fuori controllo e che gli stava venendo addosso, Lesitano aveva tentato una manovra disperata ma non era riuscito a evitare l’impatto. Sulla Hyundai, accanto a Loriga, viaggiava Manuel, che non aveva avuto scampo. Sul sedile di dietro si trovavano invece Jessica Cesaracciu e i suoi tre bambini di 1, 3 e 7 anni. Solo per un miracolo erano riusciti a salvarsi, riportando solo ferite lievi.
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