Corsa in rosa a Sassari, cinquemila “no” contro la violenza

Grande partecipazione alla decima edizione della manifestazione promossa dall’associazione Currichisimagna

SASSARI. Il conto alla rovescia segnato dal ritmo incalzante dai tamburini degli Sbandieratori della Città dei Candelieri, donne e uomini schierati sotto l’arco di partenza e poi il via, in un’esplosione di gioia e festa. Sono stati momenti di vera emozione quelli che ha regalato ieri la decima edizione della Corsa in Rosa, confermando la voglia della città di dire no alla violenza sulle donne. Cinquemila persone arrivate da tutta l’isola, tra cui Cagliari, Tortolì, San Gavino Monreale, Lanusei e dai centri vicini a Sassari come Ossi, Tissi, Uri, hanno partecipato alla maratona ormai diventata un appuntamento fisso di sport e socialità. Dopo lo start in piazza d’Italia, che ha visto partire per prime le cinque opinion leader Claudia Aru, Anna Maria Busia, Viola Frongia, Susi Ronchi e Francesca Arcadu, un lunghissimo corteo di persone, con indosso la maglietta ufficiale della corsa, si è mosso verso via Roma attraversando poi via Asproni, via Deffenu, via Amendola e viale Italia per ritornare verso la piazza da via Carlo Alberto.

A passo più o meno spedito, in una giornata di sole che ha riscaldato le migliaia di partecipanti – coppie, famiglie, amici, persone con disabilità, associazioni – hanno dato, con la loro presenza e il loro entusiasmo un forte messaggio di vicinanza alle donne vittime di abusi e discriminazioni, facendole sentire meno sole. Presenti anche consigliere della commissione regionale Pari Opportunità, della Fidapa, dell’Inner Wheel Club Sassari. Nel “serpentone” che si è snodato nel centro cittadino c’era anche Stefano Manca, di Pino e gli Anticorpi, che sabato sera insieme con il fratello Michele e Gianluca Impastato hanno offerto la loro comicità al pubblico.


Prima della partenza il salotto cittadino si è animato con i balli di centinaia di donne. Un “riscaldamento” per prepararsi agli oltre due chilometri da percorrere. Nel frattempo, dal palco arrivava l’invito «a dire no alla violenza tutti i giorni» e si affollavano gli stand dove venerdì e sabato, nelle due giornate che hanno preceduto quella della corsa, si è fatta sensibilizzazione sui temi portanti dell’iniziativa.

«Questa edizione della corsa ha segnato un passo in avanti – ha commentato soddisfatto Luca Sanna, presidente dell’associazione Currichisimagna che ha promosso la manifestazione –: siamo riusciti a portare il nostro appello a rispettare le donne, in modo sempre più netto e chiaro, attraversando la Sardegna con il Pink Tour, e con l’aiuto delle cinque opinion leader. Ringrazio i cinquemila che da tutta l’isola sono arrivati per correre contro la violenza». Che, nel finale della mattinata, hanno dimostrato con un applauso la vicinanza alla famiglia di Gianuario Derudas, l’operaio morto in un incidente sul lavoro nell’ecocentro comunale.

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