Un conto salato che potrebbe essere a sei zeri

Difficile fare i conti su quanto potrebbe incassare ogni aderente alle due Class Action del Comitato e di Adiconsum, che hanno raccolto migliaia di adesioni, principalmente a Sassari ma anche a Porto...

Difficile fare i conti su quanto potrebbe incassare ogni aderente alle due Class Action del Comitato e di Adiconsum, che hanno raccolto migliaia di adesioni, principalmente a Sassari ma anche a Porto Torres, Alghero, Castelsardo. Secondo i criteri fissati dal giudice infatti bisogna calcolare, ordinanze comunali alla mano, quanti sono stati i giorni in cui ogni utenza è stato senza acqua potabile, in un periodo di tempo ben determinato che va dalla adesione dell’istanza ai 26 mesi precedenti. I 0,315 centesimi vanno contati non per ogni utenza ma per ogni membro del nucleo familiare relativo a quell’utenza, partendo dal presupposto che ogni utente consuma 1,5 litri di acqua al giorno. A questi vanno aggiunti il rimborso, in questo caso per utenza, della metà della quota fissa, che si aggira a circa 200 euro l’anno. Il Comitato poi si appellerà chiedendo che la prescrizione delle pretese dia a 5 anni e non a 2, e anche un risarcimento danni ulteriore, per ora negato. Il tutto potrebbe insomma finire per costare qualche milione di euro ad Abbanoa, e portare nelle tasche dei ricorrenti da qualche decina a qualche centinaio di euro. A contare però è soprattutto il precedente pesante. La sentenza infatti segna un punto fermo sul fatto che il gestore (in questo caso idrico) ha un obbligo contrattuale di fornire acqua potabile, e il non averla fornita lo espone al risarcimento.

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