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Piredda: «Non staremo a guardare»

Piredda: «Non staremo a guardare»

La presidente Fipav: duemila atleti senza un luogo in cui giocare, è uno scandalo

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SASSARI. «Parlare di sicurezza sanitaria per tenere fuori i nostri tesserati dalle palestre è paradossale. Chi gioca nelle nostre società è fornito di green pass, a differenza degli alunni che frequentano le scuole. E noi garantiamo la sanificazione prima e dopo che arriviamo nei luoghi. Non capisco dunque quale sia il rischio, e sinceramente non mi interessa nemmeno capirlo».

Rompe gli indugi Giusy Piredda, presidente provinciale Fipav, la federazione italiana pallavolo che nel nord Sardegna ha 45 società affiliate e quasi 4mila tesserati tra atleti, tecnici e dirigenti. E che a Sassari rappresenta otto società: Silvio Pellico e Gioins (che hanno entrambe impianti di proprietà), Orion, Junior, San Giuseppe, Punto Volley, Abbici e Torres. «Sono tutti senza un luogo dove disputare i campionati, visto che la palestra di via Mastino è una delle uniche due disponibili in città con le caratteristiche indispensabili per l’agonismo». E, se per i sei campionati regionali di serie D, in partenza il 6 novembre, si proverà con fatica a stringersi a Li Punti, per i 37 provinciali «non è invece possibile programmare l’inizio. In un momento in cui la voglia di volley, e di sport in genere, è al massimo noi chiediamo ai nostri ragazzi e ragazze di stare ancora fermi, incredibile».

Sul passo indietro del “Brigata Sassari”: «Chiaramente ci spiace – sottolinea Piredda – ma non vogliamo nemmeno entrare in dinamiche che non ci competono. Non siamo noi a dover interpretare la legge o a dover chiedere ai dirigenti di rispettarla. So che il Comune si sta muovendo in tal senso, ma ho come l’impressione che la soluzione non sia all’orizzonte».

Piani alternativi purtroppo non se ne vedono. «Ci sono gli impianti delle scuole superiori – sottolinea Piredda – che già ospitano gli allenamenti di alcune società, ma che non sono a norma per i campionati. Si potrebbe investire in tal senso, e le società sono pronte, come sempre, a fare la loro parte. Ci sono poi alcune palestre che sarebbero idonee, ma purtroppo sono già assegnate ad altre discipline. La verità è che a mancare è un impianto comunale dedicato al volley che, visti i numeri, sarebbe doveroso creare». Nell’immediato però: «Una soluzione va assolutamente trovata. Noi siamo pronti a manifestare il nostro dissenso in ogni modo, e vorremmo evitare di scappare con i nostri tesserati da Sassari. Ma non abbiamo intenzione di stare fermi ancora». (g.bua)

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