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cronaca

La Fiera di Ozieri ritorna a nuova vita

Dopo due rinvii per il Covid inaugurata un’edizione “fuori stagione” di una manifestazione strategica per il comparto


06 giugno 2022 di Roberto Sanna


INVIATO A OZIERI. Bastano anche cinquanta capi, accuratamente selezionati, per dare un nuovo impulso a un settore che oltre che con il covid deve combattere con altre epidemie. Due anni e mezzo dopo l’ultima edizione, la Fiera di Ozieri ieri mattina ha riaperto i battenti per ospitare la Mostra regionale del Libro genealogico Anacli (bovino Charolaise e Limousine).

Undici le aziende presenti, la maggior parte provenienti dalla Gallura, nell’immenso perimetro della Fiera c’erano larghi vuoti ripensando agli anni d’oro. Ma il paragone giusto non è quello, è la desolazione del lockdown e allora parliamo di un successo: dopo due rinvii, rimettere in moto una macchina così complessa, per giunta in un mese e mezzo facendo lo slalom tra normative e situazioni contingenti, ripartire è stata un’impresa titanica. «Questa manifestazione ha trecento anni di storia ed è sempre stata l’appuntamento “clou” di tutto il comparto – dice il sindaco Marco Murgia –. Le grandi fiere in Sardegna sono tre: la nostra, quella di Macomer che purtroppo è stata annullata per via della Blue Tongue, e quella di Arborea che si svolgerà in novembre. Quando la Regione ci ha detto che i fondi erano disponibili, ci siamo consultati con l’Associazione regionale allevatori e abbiamo capito che era giusto riprovarci. Anche in un periodo diverso dal solito, perché la data “vera” è quella di aprile, ma è importante rimettere in moto tutto e lavorare proprio in ottica della prossima edizione. Le difficoltà non sono state poche, comprese anche quelle logistiche perché la struttura di San Nicola qualche mese fa è stata danneggiata da una tromba d’aria e abbiamo anche ceduto un padiglione come hub per i vaccini anticovid. La risposta è stata comunque molto positiva: tra espositori dei bovini, aziende e ambulanti, in questo week-end sono presenti circa 150 partite Iva». Murgia ricorda anche l’importanza strategica della Fiera e sottolinea il suolo centrale rivestito da Ozieri in questo settore: «Troppo spesso passiamo per essere una città di servizi – spiega –, però la gente dimentica che siamo il Comune sardo col maggior numero di capi ovini e abbiamo anche una tradizione con i bovini, ci precede solo Arborea. Tra le iniziative in calendario in questa Fiera, c’è anche la collaborazione con gli istituti agrari e l’Università di Sassari per portare qui gli studenti».

Quasi duecento ragazzi, ieri mattina, hanno seguito le parole dei tecnici dell’Associazione allevatori della Sardegna: «Erano attenti, non sono venuti per trascorrere una mattina all’aria aperta fuori dall’aula – commenta il direttore dell’Aars Aldo Manunta –: sono i tecnici e gli specialisti del futuro, sono venuti a imparare. Questa resta una piazza strategica per tutta l’isola, qui in Fiera gli allevatori vengono anche per confrontarsi, capire il momento, fare il punto della situazione. Ozieri ha avuto una grande tradizione di bovini da latte, col passare degli anni l’allevamento prevalente è diventato quello dei bovini da carne ma qui siamo comunque nella patria della razza Bruna. Ad Arborea invece si alleva la Frisona».

Negli stand degli artigiani c’era un certo fermento: «Questo non è certo il periodo migliore per una fiera – spiega Rossano Sgarangella, responsabile dell’ufficio Attività produttive del Comune –: molte aziende stanno finendo le scorte e nella Penisola, per dirne una, in questi giorni c’è un’importante fiera di macchine agricole. Resta il fatto che abbiamo un centinaio di stand, cifra che rasenta il miracolo se pensiamo che abbiamo fatto tutto in un mese e mezzo: non possiamo che essere soddisfatti».



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