«I nostri stalli ormai sono una terra di nessuno»
di Paoletta Farina
Crescono inciviltà e maleducazione tra gli automobilisti, l’amarezza degli invalidi Arcadu (Uildm): «Aggressività intollerabile». Ermelinda Delogu: «È un diritto»
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SASSARI. Un posteggio riservato occupato dall’automobilista che risponde “un attimino, stavo prendendo un caffè”. Uno scivolo usato come parcheggio “perché non ho trovato un buco dove mettere l’auto”. E ancora: marciapiedi ingombrati da furgoni e macchine che, almeno che non ti spuntino le ali,è impossibile aggirare. Vita dura per i disabili quando devono affrontare le strade cittadine, che sia per una passeggiata, per andare al lavoro o fare una visita medica. Ma il peggio sta nel fatto che alle loro giuste e pacate rimostranze, la risposta dei prevaricatori dei diritti conquistati è sempre più spesso aggressiva e maleducata. Un’inciviltà che amareggia i portatori di disabilità e li fa sbigottire di fronte a tanta insensibilità e mancanza di rispetto verso gli altri.
Caterina, una sessantenne che ha problemi di mobilità, è una delle vittime di questa mancanza di attenzione che travalica in maleducazione, e racconta di essere stata pesantemente insultata da una giovane donna che aveva parcheggiato nello stallo per disabili di fronte a una farmacia che lei voleva utilizzare. «Sono rimasta stupita da tanta violenza verbale – racconta – e ancora non me ne capacito. Quella persona mi ha persino augurato una grave malattia. Le ho risposto che, purtroppo, ne soffro già. C’è qualcosa che non funziona se si arriva a questi livelli. Vorrei che tutti riflettessero sulle condizioni e le difficoltà che subiscono i disabili».
Conferma Francesca Arcadu, vicepresidente Uildm: «Anche io ho notato che gli atteggiamenti aggressivi nei nostri confronti stanno aumentando: se protesto perché trovo uno stallo riservato vengo presa a male parole. Mi sorprende che non si comprenda che è un nostro diritto poterci muovere liberamente, senza dover essere limitati da atteggiamenti irrispettosi».
«Purtroppo c’è gente che ci vede, anche se può sembrare un paradosso, come privilegiati – commenta Ermelinda Delogu, presidente della commissione comunale disabilità –. È un privilegio avere la disponibilità di un posteggio se sei in carrozzina o devi servirti di bastone e stampelle? Penso proprio di no. Manca l’educazione e la civiltà, una decadenza dei valori che si vede proprio dall’atteggiamento nei confronti dei disabili, parte debole della società».
Anni di battaglie, di campagne di sensibilizzazione e anche il recente raddoppio delle sanzioni per chi occupa abusivamente uno stallo disabili, non sono evidentemente abbastanza se poi si continua ad invadere scivoli, strisce pedonali e marciapiedi. Poco importa se un’auto ti costringe a fare gli slalom o a passare sulla strada, con i rischi che ne conseguono.
Francesca Arcadu ed Ermelinda Delogu però non vogliono rassegnarsi. «Personalmente avverto il comando dei vigili urbani quando mi capita di vedere un abuso e lo trovo sempre disponibile. E proprio con la polizia locale abbiamo in progetto l’idea di istituire anche multe “morali”: un “verbale” in cui si fa presente la gravità di un gesto che ci danneggia», spiega la vicepresidente Uildm.
Ed Ermelinda Delogu aggiunge: «Il problema va affrontato anche agendo sulla viabilità cittadina. Ad esempio, le piste ciclabili hanno ridotto il numero dei parcheggi e quelli per i disabili diventano una criticabile alternativa».
Caterina, una sessantenne che ha problemi di mobilità, è una delle vittime di questa mancanza di attenzione che travalica in maleducazione, e racconta di essere stata pesantemente insultata da una giovane donna che aveva parcheggiato nello stallo per disabili di fronte a una farmacia che lei voleva utilizzare. «Sono rimasta stupita da tanta violenza verbale – racconta – e ancora non me ne capacito. Quella persona mi ha persino augurato una grave malattia. Le ho risposto che, purtroppo, ne soffro già. C’è qualcosa che non funziona se si arriva a questi livelli. Vorrei che tutti riflettessero sulle condizioni e le difficoltà che subiscono i disabili».
Conferma Francesca Arcadu, vicepresidente Uildm: «Anche io ho notato che gli atteggiamenti aggressivi nei nostri confronti stanno aumentando: se protesto perché trovo uno stallo riservato vengo presa a male parole. Mi sorprende che non si comprenda che è un nostro diritto poterci muovere liberamente, senza dover essere limitati da atteggiamenti irrispettosi».
«Purtroppo c’è gente che ci vede, anche se può sembrare un paradosso, come privilegiati – commenta Ermelinda Delogu, presidente della commissione comunale disabilità –. È un privilegio avere la disponibilità di un posteggio se sei in carrozzina o devi servirti di bastone e stampelle? Penso proprio di no. Manca l’educazione e la civiltà, una decadenza dei valori che si vede proprio dall’atteggiamento nei confronti dei disabili, parte debole della società».
Anni di battaglie, di campagne di sensibilizzazione e anche il recente raddoppio delle sanzioni per chi occupa abusivamente uno stallo disabili, non sono evidentemente abbastanza se poi si continua ad invadere scivoli, strisce pedonali e marciapiedi. Poco importa se un’auto ti costringe a fare gli slalom o a passare sulla strada, con i rischi che ne conseguono.
Francesca Arcadu ed Ermelinda Delogu però non vogliono rassegnarsi. «Personalmente avverto il comando dei vigili urbani quando mi capita di vedere un abuso e lo trovo sempre disponibile. E proprio con la polizia locale abbiamo in progetto l’idea di istituire anche multe “morali”: un “verbale” in cui si fa presente la gravità di un gesto che ci danneggia», spiega la vicepresidente Uildm.
Ed Ermelinda Delogu aggiunge: «Il problema va affrontato anche agendo sulla viabilità cittadina. Ad esempio, le piste ciclabili hanno ridotto il numero dei parcheggi e quelli per i disabili diventano una criticabile alternativa».
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