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Sassari

Rete idrica nelle campagne arrivano i soldi del Pnrr

di Barbara Mastino
Rete idrica nelle campagne arrivano i soldi del Pnrr

Il progetto esecutivo del Consorzio di bonifica quarto nella graduatoria nazionale I 3,2 milioni di euro serviranno per ridurre sprechi e combattere l’abusivismo

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OZIERI. Tre milioni e duecentomila euro per la sistemazione della rete idrica del Consorzio di Bonifica del Nord Sardegna, quarto nella graduatoria nazionale per la ripartizione dei fondi del Pnrr riservati a «investimenti nella resilienza dell’agrosistema irriguo per una migliore gestione delle risorse idriche». Il quarto posto ottenuto su un totale di 249 progetti presentati ha premiato la bontà del progetto – che come gli altri era esecutivo, immediatamente cantierabile e aveva un valore di almeno 2 milioni di euro – che comporterà l’implementazione di un sistema di monitoraggio dei volumi irrigui consortili e di gestione degli usi illeciti e delle perdite idriche. L’obiettivo è quindi una riduzione degli sprechi, con una gestione più attenta che comporterà anche l’individuazione delle eventuali morosità.

«Un importantissimo risultato – dicono il presidente del consorzio Toni Stangoni e il vice Francesco Pala – che significa per la nostra struttura e per tutto il territorio consortile sostanzialmente due cose: la prima è che il consorzio dispone di una struttura perfettamente funzionante che può lavorare per ottenere un quarto posto in una graduatoria nazionale. Per questo è doveroso rivolgere un particolare ringraziamento alla struttura tecnica e a tutti i dipendenti che hanno contribuito alla presentazione del progetto. La seconda è che si tratta di un finanziamento importantissimo che interverrà su quello che è stato per tanti anni il tallone d’Achille del nostro ente: la distribuzione di una risorsa irrigua che negli ultimi venti anni, per via degli sprechi e del fattore abusivismo, ha portato grosse difficoltà economiche».

In sostanza, con i fondi del Pnrr il Consorzio di Bonifica interverrà «sul monitoraggio e sull’efficientamento della distribuzione – spiega il direttore Giosuè Brundu – per dare una risposta concreta anche ai consorziati che da sempre hanno operato correttamente. Inoltre, grazie alle nuove tecnologie, porteremo avanti un monitoraggio costante degli sprechi che ci consentirà di avere un controllo maggiore sullo stato della rete di distribuzione, su eventuali rotture, perdite o, appunto, prelievi non autorizzati. Preserveremo meglio una risorsa che anche di fronte ai cambiamenti climatici è necessario utilizzare in maniera intelligente».

E la situazione idrica della Sardegna in questo momento, con l’emergenza siccità alle porte per l’assenza di precipitazioni, ha grande bisogno di investimenti come questo, necessari a evitare ogni possibile eccesso o spreco.

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