Ponte Santi senza tamponi e i passeggeri non volano

Le compagnie aeree richiedono il test molecolare ma i due laboratori sono chiusi Chi ha il biglietto per il 2 novembre rischia seriamente di non poter tornare a casa

SASSARI. Impossibile lasciare il Nord Sardegna per il ponte dei Santi. Almeno in aereo e almeno per una destinazione oltre i confini della Comunità europea. Le compagnie aeree, per poter ammettere a bordo un viaggiatore, pretendono un tampone molecolare pcr effettuato 48 ore prima dell’imbarco. Problema: vai e trova un laboratorio di analisi accreditato, che eroghi questa tipologia di accertamento, e lo faccia soprattutto durante le giornate di festa.

Così un giovane di origine venezuelana che vive e lavora ad Alghero, che non vede la sua famiglia e il suo paese d’origine da oltre due anni, e che aveva acquistato il biglietto d’aereo settimane fa per il 2 novembre, rischia di restare a piedi e di perdere tutto.

«È un mio dipendente – spiega l’imprenditore Francesco D’Onofrio – non vedeva l’ora di poter riabbracciare la propria famiglia. Quando mi ha spiegato le sue difficoltà, pensavo fosse un intoppo risolvibile con una telefonata. Invece siamo al paradosso che siamo ancora in una situazione di emergenza sanitaria, ci sono una serie di regole a tutela della salute, ma queste regole, con una cattiva gestione burocratica, finiscono per diventare un cappio per i viaggiatori, e tenerli in ostaggio nell’isola».

Infatti in tutto il Nord dell’Isola ci sono due centri che possono effettuare il tampone molecolare: «Uno si trova ad Alghero e l’altro è al Mater Olbia. Non parliamo infatti dei comuni test che si possono eseguire in farmacia. I prc richiedono determinate strumentazioni e le posseggono solo due laboratori nel nostro territorio. Peccato che per il ponte dei Santi abbiano deciso di andare in ferie, lasciando così a terra tutti i passeggeri del nord Sardegna che abbiano acquistato un volo estero per l’1 o il 2 novembre. Ho provato personalmente a contattarli, e saranno chiusi».

E prosegue: «Mi chiedo come l’Ats non abbia pensato a queste eventualità e come non abbia preso le necessarie contromisure. Se sai che ci sono solamente due centri che erogano il tampone pcr, e se sai che questa certificazione è obbligatoria per poter viaggiare fuori dalla Comunità europea, come minimo ti assicuri che i due centri accreditati svolgano il servizio durante tutta la settimana, senza lasciare giornate scoperte e mettendo nei guai l’utenza. Se si impongono delle regole, bisogna anche far in modo che queste non costiuiscano un impedimento per la libertà di spostamento delle persone». (lu.so.)

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