La prima volta dei due nuovi parroci

Don Gavino Sanna e don Salvatore Masia insediati alla Consolata e San Gavino

PORTO TORRES
I nuovi parroci della Basilica di San Gavino e della Beata Vergine della Consolata – monsignore Salvatore Masia e don Gavino Sanna – hanno fatto il loro ingresso nelle rispettive comunità parrocchiali con gli anniversari di ordinazione del vescovo di Sassari Gian Franco Saba. . Sabato sera l’ordinazione di don Sanna davanti ai nuovi parrocchiani e ieri sera quello di don Masia all’interno della millenaria chiesa romanica. «Io sono stato a Porto Torres già nel 2018 nella chiesa dello Spirito Santo – ha ricordato don Sanna –, per 9 mesi, ed è stata una esperienza bellissima in una parrocchia che ha grandi potenzialità: ora sono qui per annunciare il vangelo e per essere un punto di riferimento per chiunque si avvicina. Bisogna rimmergersi nel fonte battesimale ed essere più vicino al popolo».

Il nuovo parroco della Consolata ha comunque provato «sconforto» nel vedere le criticità infrastrutturali delle sacrestie: «Il mio fermo desiderio è che quanto prima si possa dare decoro a questa chiesa».

Monsignor Masia ha salutato ieri sera per la prima volta i parrocchiani di San Gavino, che attendevano da tempo la nomina di un nuovo sacerdote dopo l’amministrazione annuale di don Michele Murgia. L’arcivescovo di Sassari, presente alle due ordinazioni, ha intanto divulgato il testo della sua nota per il progetto pastorale interparrocchiale Città di Porto Torres. «Abbiamo l’opportunità di considerare l’orizzonte sconfinato che il Creato offre qui a Porto Torres come luogo vero di missione – riporta il testo di monsignor Gian Franco Saba -, aperto verso il mondo e veicolo di incontri e scambi con chi abita le distanza di un’umanità che attende di essere cercata e guarda verso la nostra Terra con curiosità e desiderio, certa di essere accolta dalla proverbiale ospitalità che al nostro popolo è meritatamente riconosciuta». (g.m.)

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