Il sindaco bacchetta il Garante

Campus a Unida: «Rispetto le opinioni ma la salvaguardia della salute collettiva non è opinabile»

SASSARI. La bufera del giorno dopo è ancora più violenta e rischia di trasformarsi in una tromba d’aria capace di spazzare via Antonello Unida dal suo ruolo di Garante dei detenuti. Dopo un video diffuso sui social nel quale dichiarava di non essersi vaccinato, affermazione ripetuta ieri sulla Nuova Sardegna, su di lui si era abbattuta una prima tempesta proveniente dalla direzione del carcere che lo invitava a dotarsi di green pass come previsto dalla legge, perché solo esibendo tale certificazione il Garante può entrare a contatto con i detenuti. L’imbarazzo però è anche livello politico, visto che per regolamento il Garante dei detenuti è nominato dal consiglio comunale: Antonello Unida, sassarese, 59 anni, era stato scelto esattamente due anni fa, il 5 novembre del 2019, con 25 voti su 31 all’interno di una terna di nomi che comprendeva anche Tiziana Satta e Francesco Mariano Dore.

Laureato in Scienze e Tecnologie psicologiche, Unida ha alle spalle anni di impegno nel settore. Attività di svariato tipo che in questo momento di emergenza sanitaria, passano in secondo piano rispetto alla sua rispettabile decisione personale di non vaccinarsi. Scelta che non va contro la legge ma pone un problema di compatibilità col suo ruolo pubblico e anche di difficile coesistenza con un lavoro che lo può portare a circolare dentro l’istituto in qualsiasi momento. E se il presidente del consiglio comunale Maurilio Murru si era tenuto un po’ vago, il sindaco Nanni Campus, che durante tutta la pandemia ha sempre tenuto la barra dritta e una posizione rigorosa sui doveri dei cittadini, pronuncia invece un richiamo molto severo: «Non si può pensare di affrontare seriamente le tematiche sanitarie se non in ambito medico e scientifico; e la pandemia, le cure e i vaccini relativi lo sono appunto tematiche sanitarie– dice –. Non c’è spazio per punti di vista personali, preconcetti o elaborazioni più o meno emotive, meno che meno si possono inseguire le favole metropolitane o sentenziare senza alcuna preparazione specifica. Certo la confusione mediatica non aiuta ma la medicina è dai tempi degli egizi una scienza e non una filosofia. Pertanto io rispetto le opinioni ma la salvaguardia della salute collettiva non è opinabile e la collettività ha il diritto di essere informata correttamente, di essere tutelata da chi ha le professionalità, le competenze e le responsabilità». Un chiaro invito, insomma, a vaccinarsi e tenere un profilo sobrio.

Molto più diretto, ovviamente, il centrosinistra che con un comunicato congiunto firmato dai consiglieri del Pd Giuseppe Masala, Fabio Pinna, Giuseppe Mascia, Carla Fundoni, da quelli di Futuro comune Marco Dettori e Mariano Brianda e da Lello Pani di Italia in Comune chiede senza mezzi termini la revoca dell’incarico: «Nonostante riteniamo che tutti i cittadini e le cittadine debbano poter scegliere liberamente se sottoporsi o meno a vaccinazione anti-Covid – si legge nel documento –, allo stesso modo riteniamo che chiunque ricopra un incarico pubblico sia tenuto a rispettare le normative vigenti ed i doveri che da esse ne scaturiscono. Nel caso specifico l'attuale Garante, in totale libertà, ha deciso di non sottoporsi a vaccinazione anti-Covid e non ricorrere all'utilizzo di tamponi. Di conseguenza non può accedere alla casa circondariale poiché privo di Green pass. La sua decisione e il suo comportamento confliggono inequivocabilmente col regolamento che disciplina i ruoli, i compiti, i diritti ed i doveri del Garante. Inoltre lo stesso Garante afferma di aver svolto il ruolo di istruttore di body building all'interno della struttura ed essersi più volte allenato con i detenuti. Tutto questo in evidente contrasto col regolamento». «È chiara e nota oramai ai più la totale inadeguatezza dell'attuale Garante a ricoprire quel ruolo affidatogli “scientemente” dalla maggioranza civica. La stessa maggioranza che ora deve prendersi la responsabilità della scelta effettuata e per la quale ci troviamo in totale disaccordo – prosegue il centrosinistra –. Chiediamo la revoca immediata del Garante dei detenuti dal suo ruolo, evidentemente esaurito forse già all'atto della sua elezione per mancanza dei requisiti; un ruolo delicatissimo e importante che non merita certamente questo pressappochismo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



WsStaticBoxes WsStaticBoxes