Sassari, operaio morto all’ecocentro: dopo più di un mese non ci sono indagati

Proseguono gli accertamenti della Procura e dello Spresal. La famiglia: «Siamo fiduciosi, ora attendiamo sviluppi»

SASSARI. Un mese di domande senza risposta. Un mese di un dolore straziante e insopportabile per un papà e un marito che una sera di metà ottobre non ha fatto rientro a casa dopo il turno di lavoro.

Sono passati più di trenta giorni dal tragico incidente costato la vita a Gianuario Derudas, sassarese di 43 anni, una moglie e una bambina di dieci, morto il 15 ottobre scorso, travolto dal muletto con cui stava spostando un carico di rifiuti all’interno dell’ecocentro comunale di via Ariosto, a meno di cinquanta metri dalla questura nel quartiere di Monte Rosello.

Dopo un mese di indagini e di accertamenti non risulta ancora alcuna iscrizione nel registro degli indagati da parte della procura della Repubblica di Sassari. Il sostituto procuratore Enrica Angioni, titolare dell’inchiesta, pochi giorni dopo la tragedia aveva ricevuto un’informativa dettagliata da parte degli investigatori della squadra mobile e affidato ulteriori accertamenti agli ispettori dello Spresal, il Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro.

Dopo l’incidente era stato anche messo sotto sequestro il mezzo con cui l’operaio specializzato aveva avuto l’incidente e la famiglia della vittima attende di sapere se verrà effettuata una perizia tecnica per stabilire se fosse il mezzo fosse a norma.

Attraverso il loro legale, l’avvocato Letizia Doppiu Anfossi, i familiari - che si costituiranno parte civile in un eventuale processo - fanno sapere di essere «in attesa degli sviluppi delle indagini della magistratura inquirente, nella quale ripongono la più totale fiducia, sicuri che verranno svolti tutti gli accertamenti necessari a stabilire cause e responsabilità del fatto».

I giorni immediatamente successivi alla tragedia Gli ispettori dello Spresal avevano cercato di ricostruire, attraverso l’audizione dei dipendenti, il tipo di organizzazione del lavoro all’interno dell’ecocentro, i turni degli operai e l’efficienza dei mezzi utilizzati. La loro relazione sarà molto probabilmente determinante per le decisioni che dovrà prendere la Procura.

Forse a causa di un gradino o di un dislivello nel terreno, il mezzo meccanico con cui Gianuario Derudas il 15 ottobre scorso stava spostando un carico di rifiuti aveva iniziato a sbandare e quando aveva capito che stava per ribaltarsi, Gianuario – che stava sostituendo sul muletto un collega in ferie – aveva tentato di mettersi in salvo abbandonando l’abitacolo con un salto, ma il mezzo meccanico si era ribaltato proprio dalla sua parte e lo aveva schiacciato senza dargli scampo. L’inchiesta dovrà anche accertare se l’operaio che solitamente svolgeva altre mansioni, potesse sostituire il collega assente alla guida del muletto. Alla tragedia avevano assistito i tre colleghi di lavoro che si trovavano con lui in turno dalle otto del mattino. Erano stati loro, ancora sotto choc, a dare l’allarme. Sul posto si era precipitata un’equipe del 118 e i vigili del fuoco, ma purtroppo per l’autista non c’era più niente da fare.

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