La Nuova Sardegna

Sassari

Uscire dallo stallo dando un vero indirizzo politico

Il problema vero non è il sindaco o l’assessore di turno, è a monte, nella perversa struttura del mondo sportivo italiano. Dove lo Stato demanda ai privati la gestione dell’attività di base,...

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Il problema vero non è il sindaco o l’assessore di turno, è a monte, nella perversa struttura del mondo sportivo italiano. Dove lo Stato demanda ai privati la gestione dell’attività di base, sovvenzionata principalmente dalle quote mensili corrisposte alle società, ma è titolare della quasi totalità degli impianti. E Sassari non fa eccezione. Significa che una famiglia per far praticare uno sport ai propri figli deve sborsare quote che si aggirano almeno sui 30 euro ogni mese (più iscrizione, più attrezzature) e può anche non bastare perché le società devono fare i salti mortali per trovare gli spazi. Stessa cosa per gli adulti che partecipano ai campionati organizzati dagli enti di promozione. Per uscire dallo stallo serve un indirizzo politico vero e qui l’amministrazione comunale qualcosa può fare. Il Comune si distingue per presentare progetti (spesso premiati) su vari fronti, ma sullo sport rischiamo di restare indietro. Invece il problema sta diventando pressante, praticare uno sport non è un’attività secondaria nella vita delle persone. Poi c’è la parte agonistica, la punta più splendente di questo iceberg. E in questo momento è come se chiedessimo a Berrettini di andare a giocare a Wimbledon, e magari vincerlo, dopo essersi allenato per 12 mesi in un cortile del quale non sempre ha le chiavi.(r.s.)

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