Cumbessias dimenticate dalle istituzioni

Dovevano lanciare il turismo religioso a San Gavino, ma per gli antichi alloggi dei pellegrini manca un progetto serio

PORTO TORRES. Quel complesso monumentale dietro la Basilica - le Cumbessias - doveva rappresentare il volano per lo sviluppo del turismo religioso e la valorizzazione di tutta l’area di San Gavino. Belle intenzioni rimaste però solo sulla carta, dove sono stati spesi tanti denari, anche pubblici, e non c’è mai stato un progetto serio, lungimirante e fruibile. A distanza di anni la situazione strutturale è davvero desolante e ancora peggio è lo scarso interesse palesato da enti e istituzioni pubbliche nel prendere in mano la situazione per cercare di risolverla. Circa venti anni fa ci fu una richiesta del Centro studi San Gavino al Comune, per chiedere all’impresa che aveva eseguito i lavori il ripristino urgente, visto gli errori in corso d’opera, affinchè le Cumbessias riprendessero la loro perfetta funzionalità. Qualche tempo fa è intervenuto invece un cittadino - Beppe Porqueddu, tecnologo della riabilitazione, oggi in pensione – ad evidenziare il problema serio di gestione e di governance delle Cumbessias. «Dobbiamo ricordarci che sono stati intonacati con cemento antichi muri in materiali tufacei, notoriamente umidi, ed è chiaro che sarebbero caduti di lì a presto: intonacare quei preziosi muri senza criteri veri di restauro è stato un delitto culturale».

Le costruzioni sono comunque decadenti al di là dell’intonaco e la necessità di intervenire con urgenza è dettata dal fatto che bisogna preservare un patrimonio che fa parte integrante del compendio monumentale di Monte Agellu. L’ex parroco di San Gavino, don Mario Tanca, da ultimo si era impegnato su tutti i fronti per trovare un finanziamento che riqualificasse quelle strutture. Garantendo tra l’altro, in caso di finanziamento dell’intervento, di cofinziare il programma di valorizzazione dell’intero edificato storico con una quota di 62mila euro. Il costo stimato per i lavori di restauro, riqualificazione e recupero delle cumbessias è infatti di 190mila euro. Secondo il sopralluogo effettuato dai tecnici, ci sono diversi punti di criticità dovute alle infiltrazioni di pioggia dalla copertura. Oltre a degradi diffusi e molto evidenti alle strutture superficiali di tamponamento, sia all’interno sia all’esterno. Tra gli interventi da fare c’è poi l’adeguamento degli impianti esistenti alla normativa di settore, perché si tratta di spazi privati aperti e fruibili a uso pubblico come avvenuto in questi anni. Bisogna anche rimuovere i canali di gronda e tutto quello che di obsoleto che ancora permane nelle Combessias.

La proposta progettuale della parrocchia prevedeva, in caso di intervento, un utilizzo conservativo dei materiali che caratterizzavano l’esistente e tecnologie non invasive. Previsioni che sono però rimaste solo sulla carta, mentre si assiste inermi al lento degrado di un’area monumentale dall’alta valenza storico-culturale.

WsStaticBoxes WsStaticBoxes