L’avvocato Farris: «Sanna va assolto»

Il difensore di “Fracassu”: «Non ci sono prove a suo carico»

SASSARI. «La telefonata intercettata l’11 novembre 2006 che l’accusa considera “LA” prova a carico del mio assistito Giovanni Sanna e nella quale lo stesso si sarebbe impegnato a far recapitare una lettera a un avvocato di Sassari, in realtà a mio avviso è priva di fondamento». Ha concluso ieri la sua arringa davanti alla corte d’assise l’avvocato Desolina Farris, difensore di Sanna il 52enne accusato di concorso nel sequestro di Titti Pinna, l’allevatore di Bonorva rapito il 19 settembre 2006 e fuggito il 28 maggio 2007 dall’ovile in cui era rinchiuso. Il procuratore aggiunto Gilberto Ganassi ha chiesto per l’imputato la condanna a 25 anni di carcere per il ruolo di primo piano che avrebbe avuto in tutte le fasi del rapimento.

Quella “lettera” cui ha fatto riferimento ieri la Farris conteneva la prova in vita di Titti Pinna: era stato proprio lui a scrivere un messaggio alla sorella. «Peccato che in quella telefonata – ha sottolineato con forza il legale – Sanna non abbia mai parlato di lettere con il suo interlocutore. Non lo fece perché non c’era alcuna lettera da recapitare. Lo stesso Titti Pinna disse che l’aveva scritta dopo novembre. La verità è che questo è un processo indiziario e nessuna prova esiste a carico di Sanna». Il 20 dicembre repliche e sentenza. (na.co.)

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