Spaccio al centro storico, in 48 a febbraio dal gup

Fissata la prima udienza per i presunti componenti di un’organizzazione che importava droga in città

SASSARI. Il personaggio più importante dell’organizzazione, un trafficante internazionale in grado di muovere chili e chili di droga per tutta Europa, usando dei connazionali che dietro il pagamento di poche centinaia di euro prestavano i propri corpi per trasportare gli “ovuli” pieni di cocaina ed eroina, inizialmente era sfuggito alla cattura.

A luglio dello scorso anno, quando era scattato il maxi blitz dei carabinieri nel centro storico di Sassari, Edo Bright, 38enne nigeriano, da anni residente ad Amsterdam, aveva continuato a godersi la libertà in Olanda. Per lui le manette erano scattate a novembre, quando era stato fermato all’aeroporto di Schiphol, lo scalo principale dei Paesi Bassi, grazie a un mandato di arresto europeo richiesto dal sostituto procuratore Giovanni Porcheddu.

Ieri mattina i 48 imputati nell’inchiesta denominata “Malesia”, sono comparsi davanti al giudice dell’udienza preliminare Carmela Rita Serra che si era però già espressa durante le prime fasi successive agli arresti e per questo si è astenuta.

Il processo è stato rinviato al prossimo 4 febbraio davanti al gup Paolo Piana. L’attività investigativa era nata da una attività di intelligence sviluppata dal nucleo investigativo dei carabinieri di Sassari con la collaborazione della Direzione centrale per i Servizi antidroga presso il ministero degli Interni, di Ufficiali della D.E.A. (Drug Enforcement Administration) e degli Uffici di cooperazione internazionale in Malesia. Quarantanove le persone indagate, quasi tutte di nazionalità nigeriana, tranne tre sassaresi (due uomini e una donna) e un senegalese ritenuti “venditori di quartiere” di eroina e cocaina”.

All’inizio di luglio dello scorso anno un elicottero dei carabinieri si era alzato in volo all’alba e aveva iniziato a volteggiare sulle case del quartiere di San Donato. Quasi trecento militari avevano cinto d’assedio la zona antica della città e puntato su obiettivi mirati, cerchiati in rosso su una cartina che era stata costruita dopo mesi e mesi di indagini da parte degli uomini del nucleo investigativo provinciale dell’Arma. L’operazione aveva portato all’esecuzione di 16 misure cautelari in carcere, mentre 23 persone erano finite agli arresti domiciliari. (l.f.)

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