B&B e case vacanze, sfida per crescere

Al convegno TourisMeeting le proposte dall’associazione Hostitality Sardinia

SASSARI. C’è un turismo che funziona oltre il luccichio dei mega alberghi sul mare. È quello dei bed and breakfast e delle case vacanze, realtà turistiche che stanno crescendo in maniera esponenziale anche se potrebbero fare un ulteriore salto di qualità se ci fossero politiche mirate ad aiutare in maniera concreta questo settore. Di questo si è parlato nel primo evento organizzato dell’associazione Hostitality Sardinia, denominato “TourisMeeting, un modo diverso di proiettare il Turismo” e svoltosi nella sala conferenze della Confcommercio.

TourisMeeting è stato arricchito dai numeri relativi alla stagione estiva appena conclusa portati da Francesco Piredda, esperto di statistiche della Camera di Commercio. Numeri che, raffrontati a quelli del 2019, ultima estate pre Covid, fanno ben sperare per il futuro anche se la situazione è ancora molto difficile. Solo la qualità e la sinergia tra strutture ricettive e società di servizi potrà finalmente far decollare il settore turistico sardo. Numeri di assoluto interesse e ricchi di speranze sono stati portati anche da Luca Vivona, responsabile Sardegna della piattaforma Bookiply che opera soprattutto in centro Europa con flussi turistici provenienti in particolare dalla Germania ma con un forte trend di crescita anche nel resto d’Europa.

L’esperto di marketing Giuseppe Giannoni si è invece soffermato sulle grandi prospettive di crescita che hanno le microstrutture ricettive nel panorama turistico regionale se si farà sistema in maniera intelligente. E proprio Hostitality Sardinia, associazione dei Bed & Breakfast e Locazioni Turistiche del Nord Sardegna, pensata e realizzata con determinazione e impegno da Antonello Daga (insieme con Pietro Ledá D’Ittiri) che l’ha presentata ufficialmente in occasione di questo evento dovrà diventare il contenitore di rappresentanza degli operatori turistici del comparto extralberghiero, oltre che punto di ascolto, di supporto tecnico, di crescita culturale, di formazione e innovazione.

Su tutti questi elementi si è soffermato e ha fatto sintesi il professor Antonio Usai, docente della facoltà di Economia del turismo dell’Università di Sassati, esperto di marketing turistico, tra i maggiori conoscitori della materia in Sardegna. Usai ha sottolineato l’importanza della microricettività turistica ma ha sottolineato quanto ancora deve essere fatto in Sardegna per fare quel salto di qualità ma mai realizzato. La mancanza di proposte turistiche nei periodi cosiddetti di spalla è una delle più gravi mancanze. C’è un’alta concentrazione di proposte nel periodo estivo e un crollo totale nel resto dell’anno. «Se non sarà superato questo gap – ha concluso Usai – la Sardegna non potrà mai fare concorrenza a realtà meno performanti nel periodo estivo ma molto più attive nell’intero arco dell’anno».



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