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Anche Perfugas ora ha un asilo nido

Anche Perfugas ora ha un asilo nido

Sezione primavera per 12 bimbi grazie a un gruppo di mamme, Comune e scuola

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PERFUGAS. Nasce la sezione primavera di Perfugas. Merito, soprattutto, ma non esclusivo, di un gruppo di giovani mamme che hanno avanzato la richiesta al Comune e all’Istituto Comprensivo “Satta Fais”, che l’ha fatta sua grazie al dirigente scolastico Giovanni Carmelo Marras e del suo staff.

Dodici sono i bimbi, di età compresa tra i 24 e i 36 mesi, che hanno iniziato a frequentarla da pochi giorni. Il servizio sarà erogato dalla società cooperativa Edupè che ha presentato come obiettivo la realizzazione di un luogo in cui i bambini possano attivare serene forme di socializzazione e sviluppare potenzialità cognitive e affettive. È previsto un lavoro in rete e il coinvolgimento di genitori, insegnanti e famiglie in incontri formativi che saranno tenuti da esperti pedagogisti e psicologi.

Il nuovo servizio potrà essere, inoltre, di aiuto a quelle mamme lavoratrici che possono così trovare un’adeguata e qualificata soluzione per l’educazione dei figli durante l’assenza. L’iniziativa ha iniziato a prendere corpo due anni fa con una prima serie di incontri tra neo mamme con bimbi piccolissimi che condividevano il proposito di creare una struttura dedicata ai loro figli. La pandemia ha rallentato il progetto, rafforzandone però l’esigenza. I bambini perfughesi che frequentano la sezione primavera appartengono, infatti, a quella generazione che, appena venuta al mondo, è subito entrata in lockdown. Una “cattività” indotta che ne ha ridotto al massimo le prime esperienze di vita sociale.

Ora, fortunatamente, si pone rimedio con un progetto la cui realizzazione è stata resa possibile da più soggetti: la scuola, l’amministrazione comunale, Maria Grazia Sias, presidente di Edupè, e le maestre Rossella Dore e Giuseppina Lorenzoni. «La carta vincente – come dichiara una delle mamme primavera – è stata la condivisione del progetto in ogni ambito e a più livelli, dal dirigente scolastico alle maestre dell’infanzia, fino ai collaboratori scolastici che si sono prodigati per la causa, così anche il Comune, gli uffici competenti e gli operai che hanno lavorato nell’aula dedicata ai piccoli nuovi alunni». (g.p.)

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