Padre no-vax a Sassari, ma il figlio farà il vaccino

Provvedimento d’urgenza del giudice tutelare per un 12enne dopo la richiesta della madre medico divorziata dal marito

SASSARI. Il padre è un no vax convinto, la madre un medico con una particolare patologia e dunque un soggetto fragile da preservare. In mezzo un figlio dodicenne che vive con la mamma e ha chiesto da qualche mese a lei e al papà di poter essere vaccinato contro il covid, come stanno facendo tanti suoi coetanei.

Ma il consenso a ricevere la prima dose del vaccino - negato per mesi dal padre - per il ragazzino è arrivato solo ieri mattina. Il via libera è stato messo nero su bianco dal tribunale civile di Sassari con un provvedimento d’urgenza richiesto dalla mamma davanti all’improvvisa ripresa dei contagi anche tra i più giovani.

È stato il giudice tutelare Stefania Deiana a emettere la decisione - la prima in città di questo tipo - che consentirà alla madre del ragazzino di agire in autonomia e al 12enne di sottoporsi finalmente alla vaccinazione, iniziata per la sua fascia d’età nell’isola già dal mese di agosto.

Per i figli di genitori separati, o divorziati come in questo caso, la tutela della salute propria e di chi li circonda deve purtroppo necessariamente prendere strade diverse da quelle normali. Strade che portano quasi sempre davanti a un giudice.

Così davanti alle posizioni negazioniste dell’ex marito e alle mancate risposte dell’uomo alle convocazioni in tribunale per arrivare a una decisione condivisa, la mamma del dodicenne non ha avuto altra scelta se non quella di rivolgersi a un legale.

L’avvocato Gianluca Giordo qualche settimana fa ha presentato un ricorso per conto della donna, chiedendo che la madre del ragazzino potesse agire in autonomia. Il giudice nell’accogliere la sua richiesta ha tenuto conto della certificazione rilasciata dal medico specialista in pediatria dell’Aou di Sassari che «ha escluso la ricorrenza di alcuna controindicazione alla somministrazione del vaccino - si legge nel dispositivo - sottolineando come essa sia, anzi, raccomandata dalla Società italiana di Pediatria, tanto più che il dodicenne è inserito in un nucleo familiare dove vive un soggetto fragile».

A fine ottobre avevano deciso allo stesso modo i giudici di Cagliari e Nuoro per due adolescenti che si erano ritrovati nella stessa condizione del dodicenne di Sassari. I due provvedimenti - esattamente come quello del giudice tutelare di Sassari - hanno stabilito che venisse sospesa temporaneamente la facoltà genitoriale del genitore contrario al vaccino, per permettere a quello favorevole di sottoscrivere il relativo consenso informato.

«Ritenuto di dover valorizzare l’interesse del minore di vedere preservata la salute propria e, contestualmente, di salvaguardare la comunità familiare, scolastica e sociale in cui è inserito - ha scritto ancora il giudice di Sassari - in modo da poter seguire serenamente il suo percorso educativo e formativo senza vedere limitate le sue possibilità di accesso alle strutture scolastiche, ludiche e sportive, avendo la vaccinazione anche la funzione di prevenire e limitare la diffusione del virus sul territorio e osservato che il mancato consenso paterno appare in contrasto con la volontà manifestata dal figlio, attribuisce alla madre - ha concluso il giudice - il potere di decidere in autonomia e senza il consenso dell'altro genitore in ordine alla somministrazione del vaccino anti covid».

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