Latte Dolce zeppo di rifiuti «Dateci l’isola ecologica»

Il Comitato di quartiere chiede un intervento da parte dell’amministrazione È la meta preferita dei “nomadi dell’indifferenziata” che riempiono i cassonetti

SASSARI. I quartieri di collegamento tra città e agro sono da sempre la valvola di sfogo per i furbetti dell’indifferenziata, per coloro cioè che non hanno alcuna intenzione di separare i rifiuti col porta a porta, ma preferiscono inserire tutto dentro un bustone e scaricare nel primo cassonetto disponibile.

Latte Dolce e Santa Maria di Pisa sono le mete preferite dell’immondizia nomade, un approccio incivile difficilissimo da estirpare. Le batterie di cassonetti tracimano quasi sempre, e i rifiuti non sono solo quelli prodotti dai residenti. Il Comitato di Quartiere perciò si rivolge all’amministrazione comunale suggerendo una soluzione: «Un'isola ecologica in via Monteverdi. Questa è la richiesta che noi del Comitato di quartiere di Latte Dolce e Santa Maria di Pisa vogliamo proporre al Comune di Sassari – dice Gianluigi Onida – Un’isola ecologica identica a quella di Lì Punti e Palmadula. Il quartiere ne ha veramente bisogno, soprattutto con la sostituzione di quella batteria di cassoni che da tempo vengono utilizzati anche da residenti in altri quartieri o comuni per buttarci di tutto e di più».

Il fenomeno era stato risolto con il collocamento di telecamere, ma da tempo sono state rimosse. «Purtroppo la situazione è ritornata tale e quale a prima, con i contenitori che già nel primo pomeriggio sono stracolmi». I due quartieri, a dirla tutta, avrebbero bisogno di ben altra attenzione: «Ricordiamo la grave situazione delle ramaglie di Piazza Puccini e Piazza Toscanini, che sono diventate le tane dei topi. Ricordiamo gli alberi pericolanti sempre di via Monteverdi, segnalati una marea di volte. Speriamo non debbano fare la stessa fine degli altri alberi di Piazza Puccini, che sono caduti sopra le auto arrecando ai proprietari non pochi danni».

L’altra nota dolente, che ormai si trascina da decenni, è la manutenzione dell’asfalto. «La situazione strade è sempre tragica – prosegue Gianluigi Onida – e anche se sembrerebbe imminente il rifacimento del manto di molte vie, Latte Dolce e Santa Maria di Pisa resta sempre il fanalino di coda in questa città. Ci risulta infatti che moltissime altre vie, in altri quartieri, siano state riasfaltate da quel dì. Da queste parti, invece, solo rattoppi che saltano ad ogni pioggia. Sinceramente di continuare a parlare di quartieri di serie A e di quartieri di serie B ne siamo anche stufi. Ma la disparità di trattamento continua a essere sotto gli occhi di tutti. Speriamo che per questa volta il Comune si ricordi noi. L'istituzione di un’isola ecologica sarebbe già un buon punto di partenza». (lu.so.)

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