Sassari, sanitari no vax: almeno in trenta a rischio sospensione
di Luigi Soriga
Il tampone non basta più per entrare al lavoro. Diversi dipendenti non sono vaccinati con seconda dose
3 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Da qualche giorno, in diversi reparti dell’Aou, ci sono alcuni oss, infermieri e anche qualche medico in ferie. Sono vacanze meditabonde, per capire una volta per tutte cosa fare della propria professione e della propria vita.
Il tampone non basta più per poter entrare al lavoro, e l’azienda si è adeguata alle normative ministeriali che ormai impongono il doppio vaccino per tutti gli operatori sanitari. Così chi è assunto all’Aou ed è un convinto no vax, si trova con le spalle al muro: o si vaccina o deve rinunciare al proprio mestiere e al proprio stipendio. Infatti è prevista la sospensione non retribuita finché l’operatore sanitario non si mette in regola con la copertura vaccinale. E per farlo ci sono sei mesi di tempo, dopodiché anche il posto di lavoro non è più garantito: potrebbe scattare il licenziamento.
Nell’Aou di Sassari, fino alla settimana scorsa e per molti mesi, una trentina di dipendenti hanno timbrato il cartellino grazie al tampone negativo presentato ogni due giorni. Trenta no vax che però adesso non hanno più questa possibilità. «Il medico competente, responsabile della sicurezza sul lavoro, inviterà i medici no vax ad adempiere ai propri obblighi – dice il direttore sanitario Franco Bandiera – è lui che ha l’elenco completo del personale non vaccinato presente in azienda». Per una questione di privacy nemmeno i primari conoscono ufficialmente i nomi dei no vax all’interno del proprio staff. Anche se poi, ognuno, bene o male, conosce perfettamente i segreti del proprio staff. In questa fase i primari non sono chiamati a svolgere alcun controllo e alcuna azione nei confronti dei sanitari no vax del proprio reparto. Tuttavia, essendo in Aou la coperta molto corta, e gli infermieri sono ormai una specie da tutelare come i panda, c’è preoccupazione. Trenta unità sono tante, e sono una risorsa alla quale l’azienda non vorrebbe rinunciare, soprattutto in un momento di forte emergenza come questo.
Nei mesi scorsi, e precisamente a ottobre, l’Aou aveva sospeso sei operatori non vaccinati, tra i quali c’era anche un anestesista. Cioè uno degli specialisti più contesi e difficili da sostituire sul mercato del lavoro. «Purtroppo abbiamo applicato e applicheremo anche adesso le regole, senza fare sconti – prosegue Bandiera – d’altronde mi sembra illogico che una persona che nella vita ha scelto di fare questo mestiere, non abbia fiducia nella scienza e nella medicina, e possa diventare una fonte di rischio per colleghi e pazienti». I controlli ora verranno effettuati su tutti gli undici varchi presenti nelle strutture dell’Aou, ovvero i 4 del Santissima Annunziata, il Palazzo Rosa, Malattie Infettive, le stecche bianche e il palazzo Clemente, le Medicine, palazzo Bompiani e infine il Materno infantile. Saranno le guardie giurate agli ingressi a verificare la correttezza dei green pass, e il personale non in regola col certificato, perché non vaccinato, non potrà accedere al posto di lavoro.
Il tampone non basta più per poter entrare al lavoro, e l’azienda si è adeguata alle normative ministeriali che ormai impongono il doppio vaccino per tutti gli operatori sanitari. Così chi è assunto all’Aou ed è un convinto no vax, si trova con le spalle al muro: o si vaccina o deve rinunciare al proprio mestiere e al proprio stipendio. Infatti è prevista la sospensione non retribuita finché l’operatore sanitario non si mette in regola con la copertura vaccinale. E per farlo ci sono sei mesi di tempo, dopodiché anche il posto di lavoro non è più garantito: potrebbe scattare il licenziamento.
Nell’Aou di Sassari, fino alla settimana scorsa e per molti mesi, una trentina di dipendenti hanno timbrato il cartellino grazie al tampone negativo presentato ogni due giorni. Trenta no vax che però adesso non hanno più questa possibilità. «Il medico competente, responsabile della sicurezza sul lavoro, inviterà i medici no vax ad adempiere ai propri obblighi – dice il direttore sanitario Franco Bandiera – è lui che ha l’elenco completo del personale non vaccinato presente in azienda». Per una questione di privacy nemmeno i primari conoscono ufficialmente i nomi dei no vax all’interno del proprio staff. Anche se poi, ognuno, bene o male, conosce perfettamente i segreti del proprio staff. In questa fase i primari non sono chiamati a svolgere alcun controllo e alcuna azione nei confronti dei sanitari no vax del proprio reparto. Tuttavia, essendo in Aou la coperta molto corta, e gli infermieri sono ormai una specie da tutelare come i panda, c’è preoccupazione. Trenta unità sono tante, e sono una risorsa alla quale l’azienda non vorrebbe rinunciare, soprattutto in un momento di forte emergenza come questo.
Nei mesi scorsi, e precisamente a ottobre, l’Aou aveva sospeso sei operatori non vaccinati, tra i quali c’era anche un anestesista. Cioè uno degli specialisti più contesi e difficili da sostituire sul mercato del lavoro. «Purtroppo abbiamo applicato e applicheremo anche adesso le regole, senza fare sconti – prosegue Bandiera – d’altronde mi sembra illogico che una persona che nella vita ha scelto di fare questo mestiere, non abbia fiducia nella scienza e nella medicina, e possa diventare una fonte di rischio per colleghi e pazienti». I controlli ora verranno effettuati su tutti gli undici varchi presenti nelle strutture dell’Aou, ovvero i 4 del Santissima Annunziata, il Palazzo Rosa, Malattie Infettive, le stecche bianche e il palazzo Clemente, le Medicine, palazzo Bompiani e infine il Materno infantile. Saranno le guardie giurate agli ingressi a verificare la correttezza dei green pass, e il personale non in regola col certificato, perché non vaccinato, non potrà accedere al posto di lavoro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
