falsa testimonianza
Trasmessi gli atti al pm per l’imprenditore Michele Piredda
SASSARI. Il presidente della corte d’assise Elena Meloni ieri mattina ha disposto la trasmissione degli atti al pubblico ministero perché venga valutata la posizione del teste Michele Piredda. A...
1 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Il presidente della corte d’assise Elena Meloni ieri mattina ha disposto la trasmissione degli atti al pubblico ministero perché venga valutata la posizione del teste Michele Piredda. A carico dell’imprenditore di Nulvi, chiamato in causa anche nel processo per Mimmiu Manca, potrebbe infatti profilarsi l’ipotesi di falsa testimonianza e se questo venisse accertato dalla Procura potrebbe finire anche lui a processo.
Il nome dell’impresario era venuto fuori perché le indagini avevano appurato che il 19 settembre 2006 (giorno del rapimento di Titti Pinna), Mimmiu Manca disponeva – in via del tutto eccezionale – del furgoncino Renault Kangoo della ditta edile per la quale lavorava. Il mezzo veniva usato normalmente da Michele Piredda, titolare dell’azienda, per viaggiare da Nulvi, dove abitava, fino al cantiere aperto a Macomer. Il Kangoo aveva le caratteristiche del veicolo descritto da Titti Pinna per il suo trasporto all’“ovile dei maialetti”, individuato con certezza per essere quello di Salvatore Atzas, a Lochele. Più volte proprio Piredda si era trincerato dietro una serie di “non ricordo”. Ora la Procura dovrà fare le necessarie valutazioni sulla sua posizione. (na.co.)
Il nome dell’impresario era venuto fuori perché le indagini avevano appurato che il 19 settembre 2006 (giorno del rapimento di Titti Pinna), Mimmiu Manca disponeva – in via del tutto eccezionale – del furgoncino Renault Kangoo della ditta edile per la quale lavorava. Il mezzo veniva usato normalmente da Michele Piredda, titolare dell’azienda, per viaggiare da Nulvi, dove abitava, fino al cantiere aperto a Macomer. Il Kangoo aveva le caratteristiche del veicolo descritto da Titti Pinna per il suo trasporto all’“ovile dei maialetti”, individuato con certezza per essere quello di Salvatore Atzas, a Lochele. Più volte proprio Piredda si era trincerato dietro una serie di “non ricordo”. Ora la Procura dovrà fare le necessarie valutazioni sulla sua posizione. (na.co.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google