Sorso pronta ad aderire alla Banca delle terre

Oltre mille ettari incolti in mano ai privati, il Comune pubblicherà un bando per invogliare i proprietari

SORSO. Il Comune chiama a raccolta i proprietari delle campagne abbandonate per costituire la Banca delle terre. Il tema è stato discusso durante un incontro a palazzo Baronale per presentare le iniziative in atto e quelle future per uno sviluppo locale attraverso progetti innovativi, sostenibili e di agricoltura sociale.

Ad aprire gli interventi il sindaco Fabrizio Demelas, che ha introdotto il tema della legislazione sulla Banca delle terre. A seguire hanno parlato il referente Sibater per la Sardegna, Nicola Sanna, del project manager, Francesco Monaco, e dell’assessore alle Attività produttive, Marco Greco.

Nell’isola sono circa 50 i centri che hanno aderito al sistema Sibater. E Sorso è stato scelto come “Comune bandiera”, per capire se le opportunità della Banca delle terre verranno recepite dai privati e dai giovani, e quindi valutare la loro disponibilità a “mettersi a sistema”. «Non abbiamo risorse da dare – ha spiegato il project manager, Francesco Monaco –, non promettiamo finanziamenti. Ma ci sarà una grande occasione con i fondi del Pnrr».

Sostanzialmente ci sono due strade per arrivare alla costituzione della Banca delle terre: censire i terreni pubblici e chiamare a raccolta i proprietari. Secondo le stime del Comune sarebbero oltre mille ettari incolti in mano ai privati. L’amministrazione comunale sorsense ha invece a disposizione circa 7 ettari e quindi punta tutto sui privati nel tentativo di convincerli a inserirle in un sistema che consenta ad altri di poterle coltivare. La bozza del bando è già pronta e verrà pubblicata a breve. Successivamente verrà pubblicata anche un’altra chiamata, quella destinata a chi intende coltivare le terre a disposizione. Ed è prevista anche l’attivazione di uno sportello informativo dedicato in Comune. (s.sant.)



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