LA STORIA
L’ultimo a occuparli era stato un barbiere
SASSARI. L’ultima presenza umana ufficiale negli ex Bagni Popolari di via Arborea è stata quella di Pietro Nieddu, barbiere “old style” che a lungo con la sua elegante bottega ha tenuto vivo quello...
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SASSARI. L’ultima presenza umana ufficiale negli ex Bagni Popolari di via Arborea è stata quella di Pietro Nieddu, barbiere “old style” che a lungo con la sua elegante bottega ha tenuto vivo quello storico spazio ricavato all’interno delle antiche mura cittadine. La sua decisione di godersi una meritata pensione alle soglie degli ottanta anni aveva poi consegnato definitivamente all’oblio il locale, ben presto divorato dall’incuria e dal degrado.
Adesso il recupero consentirà all’Ateneo sassarese di avere a disposizione in maniera utile tutti i locali di sua proprietà, che non sono pochi: oltre al grande e storico edificio della sede centrale, risalente al Seicento, ci sono anche quelli di largo Porta Nuova, palazzo Zirolia, l’ex Estanco, la Torre Tonda, gli ex Bagni popolari e gli edifici di via Del Fiore Bianco e di vicolo Marchetto. L’ultima acquisizione, risalente al 2016, era stata quella della ex Biblioteca universitaria, ormai trasferita in piazza Fiume, edificio di 1.423 metri quadriche l’Agenzia del Demanio aveva venduto grazie ai fondi Fas segnando così il passaggio all’Ateneo dell’intera proprietà del palazzo che ospita la sede centrale.
Adesso il recupero consentirà all’Ateneo sassarese di avere a disposizione in maniera utile tutti i locali di sua proprietà, che non sono pochi: oltre al grande e storico edificio della sede centrale, risalente al Seicento, ci sono anche quelli di largo Porta Nuova, palazzo Zirolia, l’ex Estanco, la Torre Tonda, gli ex Bagni popolari e gli edifici di via Del Fiore Bianco e di vicolo Marchetto. L’ultima acquisizione, risalente al 2016, era stata quella della ex Biblioteca universitaria, ormai trasferita in piazza Fiume, edificio di 1.423 metri quadriche l’Agenzia del Demanio aveva venduto grazie ai fondi Fas segnando così il passaggio all’Ateneo dell’intera proprietà del palazzo che ospita la sede centrale.
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