“Regalo” da sedici milioni per l’ex colonia campestre
di Giovanni Bua
Il ministero dell’Interno ha finanziato il progetto di riqualificazione del Comune Diventerà un parco urbano con lavori alla scuola e nei 5 ettari di oliveto storico
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SASSARI. Il sindaco Campus, non particolarmente amante dei social, gli ha dedicato un post su facebook, nel quale lo ha definito un “botto di fine anno”. Ed effettivamente il pacco regalo recapitato a Palazzo Ducale, annunciato in un decreto ministeriale datato 30 dicembre, è di quelli che pesano. Il dipartimento per gli affari interni e territoriali del Ministero degli Interni ha dato il via libera al progetto di riqualificazione dell’ex colonia campestre, valore 16 milioni di euro, interamente finanziato dai contributi per investimenti in progetti di rigenerazione urbana, volti alla riduzione dei fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale.
Un contenitore ambitissimo, con Sassari che è riuscita a entrare nel lotto delle 1.784 opere attualmente ammesse e finanziate (con 483 enti locali beneficiari) grazie all’organicità del piano presentato, che prevede il recupero di edifici degradati ma anche del oliveto storico, con la creazione di un vero e proprio parco urbano. Progetto che ora dovrà correre visto che, per rispettare gli obiettivi intermedi e finali, dovrà aggiudicare i lavori entro giugno 2023 e terminarli entro marzo 2026.
«Sicuramente – aveva sottolineato Campus in aula a maggio presentando il progetto – non abbiamo i problemi di degrado sociale che altri Comuni italiani devono affrontare. Ma la carta vincente del nostro progetto potrebbe essere la sua completezza. Un unico intervento che rimette a nuovo un complesso. Abbiamo intenzione di giocare al meglio le nostre carte».
Nel progetto del Comune è prevista la sistemazione dell’edificio della ex circoscrizione e del giardino su via Savoia, per un importo di 550mila euro. Più di 8 milioni serviranno per il completamento dell’ala nuova dell’ex scuola e la ristrutturazione della vecchia, quasi 6 milioni e mezzo per il restauro dell’edificio vincolato su via Zara, da destinare a uffici e altri 900mila euro per sistemare il vasto uliveto, compresa le recinzione.
A beneficiare dell’intervento è uno dei punti di maggior pregio (e degrado) della città: un oliveto storico di 5 ettari completamente abbandonato, un ex asilo negli anni rimesso a nuovo dal Comune con 270mila euro e poi lasciato in mano ai vandali e ridotto a discarica, la ex sede della circoscrizione, con ingresso da via Zara, occupato per anni da famiglie, con tanto di lavori di sfondamento di pareti per allargarsi in aree interdette. Una scuola, la sede distaccata del comprensivo Pertini-Biasi, e una palestra che vivono attigue al più totale degrado. E, fino ad ora, una delle più clamorose scommesse perse della città di Sassari quella del rilancio del complesso realizzato alla fine dell'Ottocento all'apice della collina dei Cappuccini, composto dagli edifici ottocenteschi che costituivano la “Colonia Campestre per i bambini gracili e bisognosi di Sassari”. Persa nel 2014, quando ai lavori di restauro che dovevano diventare primo passo della creazione di un parco urbano, nulla è seguito. Con ex asilo e “giardino formale” e porticato in legno, che sono diventare preda di vandali e sbandati. Persa nel 2017, quando un gruppo di architette mise in piedi il progetto di rigenerazione “Ex-Col” entrato fra i finalisti del bando nazionale “Culturability” e selezionato dalla fondazione Unipolis, con tanto di menzione speciale, ma Palazzo Ducale lo rimandò al mittente, continuando a incassare sedute deserte per l’affidamento dell’ex asilo. Persa dai residenti di Cappuccini, che lamentano da anni l’insostenibile situazione che si vive dentro quello che potrebbe essere uno dei fiori all’occhiello della città. Una scommessa che l’amministrazione comunale ha deciso di ritentare. E che ora la città potrebbe finalmente vincere.
Un contenitore ambitissimo, con Sassari che è riuscita a entrare nel lotto delle 1.784 opere attualmente ammesse e finanziate (con 483 enti locali beneficiari) grazie all’organicità del piano presentato, che prevede il recupero di edifici degradati ma anche del oliveto storico, con la creazione di un vero e proprio parco urbano. Progetto che ora dovrà correre visto che, per rispettare gli obiettivi intermedi e finali, dovrà aggiudicare i lavori entro giugno 2023 e terminarli entro marzo 2026.
«Sicuramente – aveva sottolineato Campus in aula a maggio presentando il progetto – non abbiamo i problemi di degrado sociale che altri Comuni italiani devono affrontare. Ma la carta vincente del nostro progetto potrebbe essere la sua completezza. Un unico intervento che rimette a nuovo un complesso. Abbiamo intenzione di giocare al meglio le nostre carte».
Nel progetto del Comune è prevista la sistemazione dell’edificio della ex circoscrizione e del giardino su via Savoia, per un importo di 550mila euro. Più di 8 milioni serviranno per il completamento dell’ala nuova dell’ex scuola e la ristrutturazione della vecchia, quasi 6 milioni e mezzo per il restauro dell’edificio vincolato su via Zara, da destinare a uffici e altri 900mila euro per sistemare il vasto uliveto, compresa le recinzione.
A beneficiare dell’intervento è uno dei punti di maggior pregio (e degrado) della città: un oliveto storico di 5 ettari completamente abbandonato, un ex asilo negli anni rimesso a nuovo dal Comune con 270mila euro e poi lasciato in mano ai vandali e ridotto a discarica, la ex sede della circoscrizione, con ingresso da via Zara, occupato per anni da famiglie, con tanto di lavori di sfondamento di pareti per allargarsi in aree interdette. Una scuola, la sede distaccata del comprensivo Pertini-Biasi, e una palestra che vivono attigue al più totale degrado. E, fino ad ora, una delle più clamorose scommesse perse della città di Sassari quella del rilancio del complesso realizzato alla fine dell'Ottocento all'apice della collina dei Cappuccini, composto dagli edifici ottocenteschi che costituivano la “Colonia Campestre per i bambini gracili e bisognosi di Sassari”. Persa nel 2014, quando ai lavori di restauro che dovevano diventare primo passo della creazione di un parco urbano, nulla è seguito. Con ex asilo e “giardino formale” e porticato in legno, che sono diventare preda di vandali e sbandati. Persa nel 2017, quando un gruppo di architette mise in piedi il progetto di rigenerazione “Ex-Col” entrato fra i finalisti del bando nazionale “Culturability” e selezionato dalla fondazione Unipolis, con tanto di menzione speciale, ma Palazzo Ducale lo rimandò al mittente, continuando a incassare sedute deserte per l’affidamento dell’ex asilo. Persa dai residenti di Cappuccini, che lamentano da anni l’insostenibile situazione che si vive dentro quello che potrebbe essere uno dei fiori all’occhiello della città. Una scommessa che l’amministrazione comunale ha deciso di ritentare. E che ora la città potrebbe finalmente vincere.
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