Sassari, l’atteso flop dei saldi, tra crisi e paura del virus

A due giorni dall’inizio dei mega sconti i luoghi dello shopping sono semi deserti. Decisivi la pandemia e il periodo di austerity. Ma preoccupa anche l’ecommerce 

SASSARI. Le file a grappolo davanti all’ingresso delle attività commerciali sono ormai un lontano ricordo, e se ce ne sono significa che si tratta di una farmacia. Per il resto, anche qui in città quello che una volta veniva definito «il tanto atteso periodo dei saldi» si sta rivelando un mezzo flop. Persino ieri mattina, giorno di festa e quindi ideale per pensare allo shopping, le strade del centro ma anche quelle di Predda Niedda, con le sue gallerie piene di negozi, apparivano semi deserte. Certo, è vero che il via libera ufficiale ai mega sconti è scattato in tutta la Sardegna da appena due giorni, e che quindi un bilancio più preciso si potrà fare soltanto alla fine di questo fine settimana lungo. Ed è anche innegabile che l’improvvisa pioggia accompagnata dall’abbassamento delle temperature abbia definitivamente convinto a restare in casa chi già era titubante al pensiero di uscire per fare acquisti. Tuttavia, stando alle parole degli esercenti e dei clienti incontrati qua e là, i reali responsabili del crollo del giro d’affari sarebbero fondamentalmente due: il terrore di essere travolti dalla quarta ondata del covid, attualmente in corso con la variante Omicron, e quello – non meno terrificante – che l’aumento dei costi dell’energia (con tutte le sue ricadute a cascata anche sui prezzi dei beni di prima necessità) consigli una sorta di austerity autoimposta in previsione di tempi ancora più bui.

Nuove strategie. Una situazione che va affrontata prima possibile, come suggerisce Giuseppe Boccia, presidente di Confesercenti per il Nord Sardegna. «Ritengo sia fondamentale – dice – che le associazioni di categoria, in sinergia con le amministrazioni locali, diano alle attività delle nuove linee guida che contengano delle strategie adeguate ai tempi, in modo da ridurre le perdite».

Pandemia e crisi. La conferma a questa premessa arriva anche da Victor Borzachiello, direttore dell’Upim di Sassari. «Sicuramente – è la sua analisi – l’aumento dei contagi sta scoraggiando molte persone ad affollare le strade e i grandi magazzini, e per quanto ci riguarda stiamo registrando incassi in calo di un buon 50 per cento. Va detto poi che veniamo da un Natale dove le persone hanno speso più di quanto ci aspettassimo, quindi non mi sorprende che qualcuno si sia fatto un po’ di conti in tasca. Lo dimostra anche il fatto che i clienti che stiamo vedendo in questi giorni sono orientati prevalentemente verso i capi o gli oggetti scontati del 70 per cento».

Sconti tutto l’anno. Giuseppe de Renzi, coordinatore in città dei negozi “Clayton”, aggiunge un elemento da non sottovalutare. «È evidente – spiega – che ora come ora i classici saldi abbiano meno appeal. In fondo tutti noi in qualsiasi periodo dell’anno siamo sommersi da promozioni online che ci arrivano sul telefonino, poi c’è il cosiddetto “Black friday” che di fatto dura una settimana se non un mese, e dopo ancora c’è lo “Slim price”, quindi perché sorprendersi se non c’è la corsa all’acquisto? ». Infine, Mauro Mancini, responsabile del punto vedita “7 Camicie”, nella galleria del Tanit. «La mia sensazione – conclude – è che davvero le persone abbiano pochi soldi in tasca».

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