Sassari, distrugge l’auto della ex: condannato

Quattro mesi a un 52enne che aveva speronato con un furgone l’utilitaria ceduta alla moglie al momento del divorzio 

SASSARI. Una sera di aprile di cinque anni fa aveva individuato l’auto della ex moglie sotto casa della donna e per farle un torto - l’ennesimo di una separazione burrascosa - aveva pensato di distruggere l’utilitaria speronandola con il suo furgone.  Antonio Stefano Venerdini, imprenditore sassarese di 52 anni, era andato via solo dopo aver ammaccato per bene entrambe le fiancate della Lancia Ypsilon della donna da cui si era separato qualche anno prima. Quando però l’ex moglie era andata a presentare la denuncia era emerso che la macchina era intestata a una società che faceva riferimento all’ex marito e per questo la Procura aveva chiesto di archiviare il fascicolo.

Ieri mattina l’uomo è stato condannato dal giudice dell’udienza preliminare Giuseppe Grotteria a quattro mesi di reclusione per danneggiamento. Per arrivare al processo il legale a cui si era rivolta la donna, l’avvocato Umberto Carboni, aveva presentato un’opposizione all’archiviazione, convincendo il giudice delle indagini preliminari che la vittima del danneggiamento aveva tutto il diritto di reclamare giustizia.


Per il pubblico ministero che aveva trattato il fascicolo, non potevano sussistere gli elementi per sostenere l’accusa in giudizio, «perché la querela era stata presentata da soggetto diverso dal legale rappresentante della Sas proprietaria del veicolo». L’avvocato Carboni è però riuscito a dimostrare che al momento della separazione l’imputato e l’ex moglie avevano raggiunto un accordo scritto sull’utilizzo della vettura. La macchina - era stato stabilito - pur restando intestata alla società dell’ex marito era diventata di fatto di proprietà della donna. Citando alcune sentenze della Cassazione il legale ha convinto il gip a non archiviare il fascicolo e a rinviare l’uomo a giudizio, sostenendo che «in tema di danneggiamento di un’autovettura - ha scritto l’avvocato Carboni nell’opposizione - il diritto di querela spetta anche al titolare di un diritto di godimento sul bene danneggiato». Ieri, dopo cinque anni, si è arrivati alla condanna.

Tre anni fa l’uomo era già stato condannato a due anni di reclusione per un altro episodio che lo aveva fatto finire in manette. All’inizio di settembre del 2014 durante un raptus di gelosia Venerdini si era introdotto a casa della ex moglie, nel quartiere di Li Punti, e aveva colpito con una lampada un amico della donna spaccandogli il setto nasale. Dopo aver danneggiato una persiana l’imprenditore, si era introdotto nella casa della donna e si era scagliato contro l’uomo che si trovava all’interno dell’abitazione.

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