Sopralluogo nel costone che minaccia le tombe ipogeiche

PORTO TORRES. I tecnici della Soprintendenza hanno effettuato un sopralluogo nell’area delle tombe ad arcosolio, su richiesta del Comune, per verificare la stabilità della scarpata che circonda il...

PORTO TORRES. I tecnici della Soprintendenza hanno effettuato un sopralluogo nell’area delle tombe ad arcosolio, su richiesta del Comune, per verificare la stabilità della scarpata che circonda il sito archeologico di proprietà del Mibact.

Si tratta di una delle aree funerarie più interessanti dell’antica Turris Libisonis quella del complesso di sepolture ipogeiche poco lontano dalla spiaggia dello Scoglio Lungo, ricavate nella collina calcarea e utilizzate tra il III e il VII secolo d.C. Il sito era stato scoperto da Guglielmo Maetzke nel 1963 in seguito a lavori di sbancamento ed è formato da quattro ambienti adiacenti nelle cui pareti si aprono numerosi arcosoli.

L’indagine di lunedì scorso è stata portata avanti dall’archeologo Gavino Canu – alla presenza del funzionario comunale Gianni Tolu e del responsabile della società Ales Luca Angius – allo scopo di elaborare un progetto di consolidamento del costone per evitare eventuali distacchi di blocchi e pietrame che possono mettere in pericolo l’incolumità dei visitatori. L’importanza di un progetto condiviso tra Comune e Soprintendenza, infatti, è fondamentale per poter ottenere le premialità sui finanziamenti. Il sito si trova nella parte retrostante dell’Istituto d’istruzione superiore “Mario Paglietti” e negli anni scorsi ha rappresentato una delle attrazioni nel percorso di Monumenti Aperti. Le tombe di arcosolio hanno una relazione architettonica e rituale con il vicino ipogeo di Tanca Borgona, che riconduce i monumenti all’utilizzazione da parte di piccole comunità funerarie che hanno deposto i defunti all’interno di spazi riservati, distinti e monumentalizzati. Spazi che spesso venivano arricchiti con decori per rimarcare le capacità economiche dei committenti. (g.m.)

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