Una quindicina gli animali uccisi comprese volpi e specie protette

SASSARI. Il nucleo, che ora diventerà regionale, nel corso delle diverse ispezioni, col supporto del cane antiveleno King dell’Università di Sassari, era riuscito a risalire a qualche decina di siti...

SASSARI. Il nucleo, che ora diventerà regionale, nel corso delle diverse ispezioni, col supporto del cane antiveleno King dell’Università di Sassari, era riuscito a risalire a qualche decina di siti critici, in cui si erano rinvenuti o animali morti o comunque tracce di veleno.

Gli investigatori avevano individuato anche la motivazione del presunto autore: l’interesse a liberare dalla fauna selvatica, specialmente dai predatori - volpi, martore ed altri - i terreni che sarebbero stati utilizzati per l’immissione del gregge, specialmente per impedire eventuali attacchi agli agnelli appena nati o prossimi alla nascita. I numerosi riscontri tecnico-scientifici condotti con la preziosa collaborazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna, che aveva effettuato le analisi tossicologiche sulle carcasse degli animali e sugli altri reperti, avevano consentito agli investigatori del Corpo Forestale di individuare le sostanze utilizzate per confezionare i bocconi avvelenati e per attivare le ricerche sulle persone che potevano disporre dei composti tossici e di incastrare il responsabile.

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