«Dateci una sede a Caniga nell’ex circoscrizione»
di Paoletta Farina
Quattro associazioni di volontariato: «Il Comune non risponde alle nostre mail Siamo pronti a pagare di tasca i lavori per la ristrutturazione dei locali»
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SASSARI. L’ex sede della circoscrizione a Caniga di proprietà del Comune e chiusa per una grande parte, perché inagibile, potrebbe diventare una “casa” per associazioni di volontariato, ma anche il luogo dove ripristinare servizi che nella borgata sono venuti a mancare – come l’ambulatorio medico e quello pediatrico –, oltre che un luogo in cui i giovani di una frazione che conta quasi quattromila abitanti possano trovare un riferimento per il tempo libero.
È la proposta che lanciano l’associazione San Domenico Caniga, Voce Amica Sassari Odv-Telefono Amico Italia Odv, “Dolci Accenti” e le guardi zoofile dell’Afas (Associazione faunistica ambientale Sardegna). Ma che – lamentano – ancora non ha avuto risposte dall’amministrazione comunale nonostante sia stata avanzata per la prima volta alla fine del 2019, disposte a rendere di nuovo completamente agibile il fabbricato a proprie spese. «Siamo oltre due anni che sollecitiamo un sì al nostro progetto – affermano i responsabili –, inviando pec e mail ai settori competenti e al sindaco, per ottenere una richiesta di incontro e poter così illustrarlo. Il Comune, dopo che si erano presentate alcune infiltrazioni aveva chiuso l’accesso a una parte del piano terra e il piano superiore, dove si trovano ampi spazi per venire incontro alle esigenze dei nostri sodalizi. Nel frattempo nessun lavoro di manutenzione è stato compiuto e per questo, sapendo di poter contare su alcuni imprenditori di buona volontà che ci aiuterebbero nel rimettere a posto i locali».
Nell’edificio, fino a tre anni fa sede dell’anagrafe, dell’ambulatorio medico, e di una materna, nei cui locali aveva trovato sede l’Associazione San Domenico Caniga, l’unico servizio ancora attivo è quello della biblioteca. La chiusura degli spazi, però, ha comportato che la struttura sia diventata esposta alle azioni vandaliche. Durante le festività, due vetrate sono state rotte. Nel portico che si attraversa per accedere al piano superiore le pareti sono deturpate da scritte e disegni. Era stata divelta da vandali la porta di un locale sul lato del campo di bocce, all’interno dell’area. Impianto sportivo abbandonato e che dovrebbe essere ugualmente assegnato per offrire un’opportunità di svago alla frazione di Caniga, povera di luoghi di aggregazione. «Ai nostri ragazzi manca un’offerta di cultura e socializzazione – dice Anna Cherchi, presidente della San Domenico e consigliera della commissione regionale per le Pari Opportunità–. Per frequentare una palestra o un campo di calcio devono spostarsi in altri quartieri. Un tempo, qui, avevamo una scuola di canto sardo, altre di ballo».
« La presenza a Caniga della nostra associazione “Dolce Accenti” che presiedo e che fa formazione musicale darebbe un’opportunità a giovani e bambini», aggiunge Calogero Sportato. Voce Amica Sassari che aveva sede in via Poligono ora ha una situazione logistica precaria. «Le richieste di aiuto al nostro centro di ascolto sono aumentate del 70 per cento – dice una operatrice – e una nuova sistemazione qui a Caniga ci consentirebbe di non rischiare la soppressione della nostra attività, di sostegno sempre più indispensabile in un momento di emergenza sanitaria che ha acuito il disagio psicologico». «Le nostre attività sono utili alla borgata – conclude Anna Cherchi –. Per esempio, grazie a una convenzione fatta con l’assessore Antonello Sassu teniamo pulite le aree verdi delle nostre scuole. Ecco, vorremmo continuare a dare il nostro contributo».
È la proposta che lanciano l’associazione San Domenico Caniga, Voce Amica Sassari Odv-Telefono Amico Italia Odv, “Dolci Accenti” e le guardi zoofile dell’Afas (Associazione faunistica ambientale Sardegna). Ma che – lamentano – ancora non ha avuto risposte dall’amministrazione comunale nonostante sia stata avanzata per la prima volta alla fine del 2019, disposte a rendere di nuovo completamente agibile il fabbricato a proprie spese. «Siamo oltre due anni che sollecitiamo un sì al nostro progetto – affermano i responsabili –, inviando pec e mail ai settori competenti e al sindaco, per ottenere una richiesta di incontro e poter così illustrarlo. Il Comune, dopo che si erano presentate alcune infiltrazioni aveva chiuso l’accesso a una parte del piano terra e il piano superiore, dove si trovano ampi spazi per venire incontro alle esigenze dei nostri sodalizi. Nel frattempo nessun lavoro di manutenzione è stato compiuto e per questo, sapendo di poter contare su alcuni imprenditori di buona volontà che ci aiuterebbero nel rimettere a posto i locali».
Nell’edificio, fino a tre anni fa sede dell’anagrafe, dell’ambulatorio medico, e di una materna, nei cui locali aveva trovato sede l’Associazione San Domenico Caniga, l’unico servizio ancora attivo è quello della biblioteca. La chiusura degli spazi, però, ha comportato che la struttura sia diventata esposta alle azioni vandaliche. Durante le festività, due vetrate sono state rotte. Nel portico che si attraversa per accedere al piano superiore le pareti sono deturpate da scritte e disegni. Era stata divelta da vandali la porta di un locale sul lato del campo di bocce, all’interno dell’area. Impianto sportivo abbandonato e che dovrebbe essere ugualmente assegnato per offrire un’opportunità di svago alla frazione di Caniga, povera di luoghi di aggregazione. «Ai nostri ragazzi manca un’offerta di cultura e socializzazione – dice Anna Cherchi, presidente della San Domenico e consigliera della commissione regionale per le Pari Opportunità–. Per frequentare una palestra o un campo di calcio devono spostarsi in altri quartieri. Un tempo, qui, avevamo una scuola di canto sardo, altre di ballo».
« La presenza a Caniga della nostra associazione “Dolce Accenti” che presiedo e che fa formazione musicale darebbe un’opportunità a giovani e bambini», aggiunge Calogero Sportato. Voce Amica Sassari che aveva sede in via Poligono ora ha una situazione logistica precaria. «Le richieste di aiuto al nostro centro di ascolto sono aumentate del 70 per cento – dice una operatrice – e una nuova sistemazione qui a Caniga ci consentirebbe di non rischiare la soppressione della nostra attività, di sostegno sempre più indispensabile in un momento di emergenza sanitaria che ha acuito il disagio psicologico». «Le nostre attività sono utili alla borgata – conclude Anna Cherchi –. Per esempio, grazie a una convenzione fatta con l’assessore Antonello Sassu teniamo pulite le aree verdi delle nostre scuole. Ecco, vorremmo continuare a dare il nostro contributo».
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