La Nuova Sardegna

Sassari

L’impianto era regolare dentista assolto dal giudice

di Nadia Cossu
L’impianto era regolare dentista assolto dal giudice

Pietro Luigi Allena accusato di lesioni colpose. La difesa: non violò le linee guida La protesi causò a un 75enne una parestesia e problemi nella masticazione

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SASSARI. Un impianto dentario che, per la Procura, non doveva essere posizionato in quel “sito osseo”, inidoneo a sorreggerlo. Tanto che il paziente, un uomo di 75 anni, aveva riportato una «disfunzione del nervo mandibolare» dalla quale era derivata «una malattia di 32 giorni».

Per questo fatto era stato rinviato a giudizio il dentista Pietro Luigi Allena, 66 anni, con l’accusa di lesioni colpose. Nel processo che si è celebrato davanti al giudice Elena Meloni il pubblico ministero Paolo Piras al termine della requisitoria aveva chiesto per il medico la condanna a due mesi. Mentre l’avvocato difensore Luigi Satta, evidenziando come in sede dibattimentale non fosse emersa alcuna prova che dimostrasse l’inidoneità dell’intervento chirurgico eseguito dal suo assistito ne aveva sollecitato l’assoluzione. Richiesta che è stata accolta ieri mattina dal giudice Meloni che ha assolto Allena perché il fatto non sussiste, con la formula dubitativa.

I fatti risalgono al 2017 quando il 75enne si era rivolto al dentista di Sassari perché presentava quella che tecnicamente si chiama “arcata edentula”. Per i meno esperti: soggetta alla perdita dei denti. Era necessario quindi eseguire una serie di impianti e in particolare due nell’arcata inferiore. E qui sarebbero cominciati i problemi.

Secondo i consulenti tecnici del pubblico ministero il sito osseo nel quale uno dei due impianti era stato inserito non sarebbe stato sufficientemente forte e si era creata un’infezione dei tessuti vicini. A tutto ciò, sempre a parere della Procura, si sarebbe aggiunto il fatto che il dentista, accortosi che qualcosa non andava, avrebbe accorciato manualmente la protesi favorendo in questo modo l’ipotetica infezione. Soprattutto, però, avrebbe posizionato l’impianto troppo vicino al nervo mandibolare determinando una parestesia diffusa e un fastidio nella masticazione. Un problema di natura transitoria.

L’avvocato difensore Luigi Satta, ieri mattina, ha però sottolineato, come punto di partenza, il fatto che quell’intervento fosse necessario: «Era da farsi assolutamente, proprio per via dei problemi che il paziente aveva manifestato». E ha rilevato come l’accusa non avesse in realtà individuato le eventuali linee guida o leggi scientifiche che sarebbero state violate da Allena. «L’unico dato certo – ha sostenuto Satta nell’arringa – è che il mio assistito doveva intervenire. Cos’altro avrebbe potuto fare in alternativa? Nessuno lo ha detto. Oltretutto il paziente da subito aveva deciso di rivolgersi a un altro dentista e non aveva più chiamato Allena». Un ulteriore specialista, quindi, che per studiare il caso aveva dovuto eseguire nuovi esami e, con il passare del tempo, era peggiorata anche la situazione clinica del 75enne.

Non essendo stata fornita la prova del fatto il giudice ha assolto l’imputato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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