Imprese al centro, bando deserto

Le quattro proposte arrivate non avevano i requisiti. L’assessora Corda: peccato ma non ci fermiamo

SASSARI. Va a vuoto il tentativo di Palazzo Ducale di fare insediare a imprese già operative sul territorio la propria attività nel centro storico cittadino. Il bando, che prevedeva sovvenzioni a fondo perduto da 15mila a 150mila euro, per coprire fino al 75 per cento dell’investimento necessario a far alzare le serrande, non ha ricevuto infatti nessuna offerta valida.

In realtà qualche pretendente ha bussato alle porte dell’assessorato alle Attività Produttive, quattro per la precisione, ma nessuna aveva i requisiti richiesti dal bando Iti, l’Investimento territoriale integrato sostenuto dai programmi operativi regionali finanziati con le risorse comunitarie del fondo europeo di sviluppo regionale e del fondo sociale europeo pensato per promuovere un processo durevole di riqualificazione urbana e inclusione sociale ed economica nei rioni di San Donato e Sant’Apollinare e nelle aree limitrofe. A tutte le quattro imprese è stato chiesto un supplemento di documentazione, tre di loro hanno risposto, ma dopo l’ennesimo esame delle carte non c’è stato comunque nulla da fare e il dirigente del settore Attività Produttive ed Edilizia Privata, Giovanni Agatau, non ha potuto far altro che «dare atto che nessuna delle quattro domande pervenute è in possesso dei requisiti essenziali previsti dall’avviso pubblico» e chiudere la procedura con una determina datata 14 gennaio.

«Purtroppo nessuna delle attività che si è presentata aveva i requisiti – sottolinea l’assessora alle Attività Produttive Alessandra Corda – ed è un peccato perché il bando era particolarmente vantaggioso per le imprese che volevano investire. E perché a queste imprese offrivamo un progetto di riqualificazione del centro profondo e articolato. Essendo scaduti i termini la misura non sarà riproposta, ma il nostro progetto di rilancio, che, oltre all’Iti, può contare su altre misure importanti già in campo, come i 15 milioni di Pinqua destinati al ripopolamento attraverso il recupero di immobili abbandonati o degradati da destinare a residenza, o il progetto di riqualificazione del Mercato, non si ferma».

Il bando, i cui termini erano scaduti il 16 dicembre, aveva una capienza di 261mila euro per erogare cofinanziamenti a fondo perduto. I fondi avrebbero coperto spese per l’acquisto e ristrutturazione di immobili e per l’adeguamento dei locali, per l’acquisto di macchinari, software sia di sistemi operativi che di programmi specifici, impianti ed attrezzature varie, brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche, spese di gestione, di costituzione, spese legali, spese per studi di fattibilità, progettazioni tecniche, consulenza e assistenza tecnico-contabile. Le attività ammesse erano quelle manifatturiere, quelle professionali, scientifiche e tecniche riguardanti ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle biotecnologie e altre scienze naturali e dell’ingegneria. E ancora attività dei servizi delle agenzie di viaggio, dei tour operator e servizi di prenotazione e attività connesse, servizi di alloggio e di ristorazione, con affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence. Poi istruzione, con corsi, scuole e formazione, e attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento e di assistenza sociale. Il requisito base era di essere già operativi sul territorio.

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