Villa a Marritza, la pm chiede un’assoluzione

Presunti abusi edilizi nella casa di Peru, nessun reato a carico del titolare dell’impresa Dedola

SASSARI. Assente il presidente del collegio Mauro Pusceddu, è stato rinviato al 25 gennaio il processo a carico di Antonello Peru e altri sei imputati per i presunti abusi edilizi nella villa al mare del consigliere regionale di Sorso che all’epoca dei fatti era anche vicepresidente del consiglio regionale. Ma ieri il giudice Sergio De Luca, su accordo delle parti, ha sostituito Pusceddu nella presidenza del collegio (a latere Giulia Tronci e Paolo Bulla) solo per consentire alla pm Maria Paola Asara di integrare, con un’ulteriore richiesta di assoluzione nei confronti di uno degli imputati, la discussione già conclusa lo scorso novembre. In quell’occasione al termine della requisitoria, la pm aveva chiesto per Peru – al quale è contestato il reato più pesante, ossia la concussione – una condanna complessiva a sette anni di reclusione. Il consigliere regionale (difeso dagli avvocati Luigi Esposito e Marco Enrico) deve rispondere infatti anche di falsità ideologica e materiale in concorso, abuso edilizio e violazione paesaggistica. Era stata chiesta anche la confisca della villa di Marritza.

Pene più lievi erano state sollecitate per gli altri imputati accusati a vario titolo di abuso d’ufficio (reato prescritto), falsità ideologica e materiale, rivelazione di segreti d’ufficio, favoreggiamento. In particolare la Asara aveva chiesto la condanna a due anni e sei mesi per Alessandra Piras (architetto, compagna di Peru, difesa dagli avvocati Mariano Mameli e Pasquale Ramazzotti), a due anni per Enrico Cabras (all’epoca comandante della polizia municipale, difeso dall’avvocato Loredana Martinez) e per Marco Del Rio e Maurizio Loriga (ingegnere responsabile del servizio vigilanza e dirigente dell’ufficio tecnico comunale, assistiti da Gabriele Satta). Chiesti infine due anni e sei mesi per Marcello Cherchi (ingegnere strutturista, anche lui difeso da Satta). Mentre nei confronti di Angelo Antonio Dedola (titolare dell’impresa che eseguì i lavori, assistito dagli avvocati Sergio Milia e Maria Claudia Pinna), era stata chiesta l’assoluzione per l’abuso edilizio (contestato in concorso con Peru e Piras) perché il reato era prescritto. Ma Dedola, sempre in concorso, era chiamato a rispondere anche della violazione paesaggistica (reato per il quale la stessa pm nell’udienza precedente aveva chiesto la condanna di Peru e Piras). Ieri la Asara ha completato la discussione chiedendo che Dedola venga assolto anche da quest’ultimo reato. (na.co.)

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