L’arcivescovo in visita pastorale a San Gavino

Monsignor Gian Franco Saba ha incontrato i sacerdoti delle parrocchie e le autorità civili e militari

PORTO TORRES. È iniziata martedì sera nella basilica di San Gavino la visita pastorale dell’arcivescovo di Sassari Gian Franco Saba alla chiese della diocesi. La città turritana rappresentava infatti la prima tappa del suo viaggio e ad accogliere il vescovo al suo arrivo nella chiesa millenaria c’erano il sindaco Massimo Mulas, le rappresentanze militari della città e i sacerdoti della parrocchie cittadine. «È un orgoglio e una responsabilità accogliere l’arcivescovo – ha detto il primo cittadino – e questo cammino ci permette, ancora una volta, di avere conferma della familiarità che lega questa città alla sua figura: monsignor Saba ci trasmette un senso paterno, un senso che con sapienza e sincerità serve a dare supporto alla comunità. La visita pastorale è un momento per incontrarsi e confrontarsi e noi ricambiamo tutto l’affetto che ci ha dimostrato ricordandole che lui nella nostra città non sarà mai ospite ma sempre uno di casa».

Forte il richiamo del vescovo al dialogo tra soglia e focolare, durante l’omelia della funzione eucaristica, temi che lo accompagneranno nel cammino sinodale: «La presenza fisica dell’arcivescovo serve a promuovere il cammino di fede e il mio compito è quello di sollecitare la comunità senza mai dimenticare ciò che ci hanno insegnato i Martiri: certamente la visita pastorale ha anche una dimensione giuridico-canonica che riguarda soggetti, strutture e mezzi. Questo non deve essere dimenticato, perchè tutti siamo chiamati all’ascolto di fede per accogliere Dio che non abbandona mai il popolo».

In apertura di omelia l’arcivescovo ha ringraziato l’assemblea liturgica, il sindaco e gli amministratori, le rappresentanze miliari della città presenti. Lo ha fatto sottolineando il concetto di visita pastorale come diario di viaggio, affinché la chiesa possa riacquistare la gioia del camminare insieme riscoprendo quella dimensione chiesa-casa troppo spesso dimenticata.

Al termine della celebrazione è intervenuto anche il parroco di Cristo Risorto, don Michele Murgia: ""Questa città ha nella sua tradizione di accogliere chi viene nel nome del Signore e che già lo custodisce nel suo grembo. La presenza dell’arcivescovo ci educhi a crescere nell’accoglienza stessa. Faremo tesoro, giorno dopo giorno, di ogni singola esperienza che condivideremo durante la visita pastorale». (g.m.)

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