«La peste suina ci limita, è un albero che fa troppa ombra»
PLOAGHE. Se in questo progetto c’è un versante fatto di qualità e amore, non si può certamente dimenticare la parte economica: con la peste suina le carni sarde non possono varcare i confini dell’isol...
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PLOAGHE. Se in questo progetto c’è un versante fatto di qualità e amore, non si può certamente dimenticare la parte economica: con la peste suina le carni sarde non possono varcare i confini dell’isola. «La Sardegna su questo fronte è più grande di quanto si possa pensare – dice convinto Michelangelo Salis –, ha confini sufficientemente grandi per consentirci di andare avanti nelo nostro cammino. Un cammino che ci consente di conservare il nostro sapere e valorizzare la nostra posizione geografica. La peste suina, indubbiamente, è un limite. Meglio, è come un grande albero che ci ha fatto troppa ombra. Non limita questo tipo di lavoro ma la commercializzazione e solo noi abbiamo avuto conseguenze così dure adattandoci a regole troppo severe. Diciamola tutta, ci è sfuggita la mano soprattutto con la parte degli indennizzi, che hanno portato a volte a comportamenti distorti. Io sono sicuro che una volta che riusciremo a uscire da questo tunnel il mondo intero ci chiederà di gustare le nostre produzioni. Proprio perché la nostra posizione geografica e il nostro sapere antico sono qualità che possono imporsi».(r.s.)
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