Criminalità a Sassari: «Per strada con i machete e lo spaccio è ripartito»

Qualche giorno fa i residenti hanno assistito a un regolamento di conti tra bande. Dopo i due blitz dei mesi scorsi sentinelle e spacciatori si sono ripresi il territorio  

SASSARI. Con un machete in mano si sono dati la caccia per le strade del quartiere e solo per miracolo non c’è scappata la tragedia. Era l’ora di pranzo di domenica scorsa e nel deserto di via San Donato è andato in scena l’ennesimo regolamento di conti tra bande rivali in agitazione.

C’era freddo sette giorni fa tra queste stradine dove il sole non batte quasi mai e chi ha guardato con timore da dietro le persiane delle vecchie palazzine con le facciate scrostate, ha visto una scena da far gelare il sangue nelle vene.

«Era uno dei nigeriani che abitano qui dietro» racconta un cittadino che in passato è stato minacciato di morte per aver affrontato alcuni componenti di una banda che spacciava nei pressi di via San Cristoforo, a pochi passi da casa sua.

La caccia all’uomo con il machete in mano sarebbe avvenuta verso le 14, quando per strada fortunatamente non c’era anima viva. Uno dei tanti regolamenti di conti con cui da queste parti i residenti hanno imparato a convivere.

Qualche mese fa, era la fine di settembre, una gigantesca rissa scoppiata davanti a un locale di via San Donato era stata filmata dalle finestre da qualche residente esasperato. Le immagini erano servite agli investigatori della squadra mobile per identificare sei giovani nigeriani che si erano affrontati per strada lanciandosi bottiglie di vetro.

Il questore aveva emesso pochi giorni dopo un provvedimento di Daspo urbano nei loro confronti e poco dopo era stata disposta anche la chiusura del locale gestito da cittadini nigeriani per tre mesi da parte del sindaco. Gli agenti della polizia locale avevano messo i sigilli e poco dopo erano arrivate le due retate dei carabinieri che nell’arco di un mese - tra novembre e dicembre - avevano dato un colpo importante allo spaccio di droga. In manette erano finiti prima i componenti di una famiglia sassarese e i loro affiliati e poche settimane dopo una banda di pusher composta da cittadini nigeriani. Tutti - sassaresi e stranieri - si muovevano con disinvoltura tra questi i vicoli e queste piazzette intorno all’antica chiesa di San Donato, potendo contare su una rete di spacciatori locali e un sistema di vedette pronte a segnalare con largo anticipo l’arrivo delle forze dell’ordine. Quello che non potevano sapere i componenti delle due bande di spacciatori che per mesi ogni spostamento e ogni passaggio di droga tra le viuzze del centro veniva registrato e annotato dai carabinieri. Grazie alle telecamere nascoste installate dagli investigatori della sezione operativa della compagnia di Sassari era stato possibile individuare chi aveva in mano una grossa fetta dello spaccio nella zona centrale della città. Quello che temono i cittadini è che sentinelle e spacciatori si siano già ripresi il territorio. «Chi è stato arrestato è stato sostituito - assicurano i residenti - e lo spaccio qui è ripreso poco dopo gli ultimi arresti di dicembre. Per qualche giorno ci siamo sentiti nuovamente padroni del nostro quartiere, dove siamo cresciuti e dove stanno crescendo i nostri figli - aggiungono - ma poi sono ricomparse le vedette agli angoli delle strade». Un segnale che il mercato della droga è ripartito e che qualcuno ha ripreso a fare affari.

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