L’ospedale di Ozieri è al collasso

Il direttore chiede l’intervento dell’Asl: «Pazienti covid, Medicina in difficoltà, il personale non basta»

SASSARI. La recrudescenza pandemica sta mettendo in ginocchio l’ospedale di Ozieri, dove la gestione dei pazienti covid, assieme a quelli ordinari, sta diventando insostenibile per il poco personale a disposizione.

Il direttore del presidio Gioacchino Greco, ha ufficialmente comunicato le difficoltà ai vertici dell’Asl. La mancata accoglienza di pazienti positivi da parte dell’Aou di Sassari, i cui reparti sono saturi e dove la situazione è altrettanto esplosiva, ha costretto Ozieri a una rapida riorganizzazione dei servizi. Lo scenario, al momento è il seguente: il reparto di Medicina è stato diviso con un’area rossa e una normale. In tutto parliamo di 35 posti letto, e nella zona covid sono ricoverati 5 pazienti positivi e due grigi (sospetti, in attesa di esito). Purtroppo si registra anche il primo decesso, cioè una donna entrata con insufficienza respiratoria ma con molecolare negativo, che poi si è positivizzata al terzo giorno.

Nel reparto non ci sono le condizioni logistiche per poter separare uomini e donne. Tutti i malati covid sono trattati con le terapie monoclonali e antivirali, in modo da stabilizzare il quadro clinico.

Attualmente ci sono 10 appoggi tra reparti di Chirurgia, Ortopedia e Neurologia e i pazienti non covid assistiti nel reparto di Medicina sono 14.

Ecco, la gestione covid e non covid, avviene con 5 medici in servizio e un cardiologo che deve garantire reparti (Medicina, Ortopedia, Neurologia e Chirurgia) e sale operatorie chirurgia, Ortopedia e Oculistica, più le urgenze del pronto soccorso che tra l’altro al momento ha pazienti contagiati che non riesce a spostare nei reparti covid. Come è facile intuire la coperta è cortissima, ed è esattamente questo che il direttore Greco ha rimarcato nella mail indirizzata all’Asl.

«La situazione d’emergenza non è sopportabile per le criticità collegate alla profonda carenza di personale, alla inadeguatezza logistica delle strutture, alla impossibilità di vigilanza attiva, alla mancanzia di video sorveglianza, alla non identificazione quale presidio Covid».

E ancora: «Si è provveduto con le risorse a disposizione a identificare per quanto possibile aree rosse e grigie all’interno delle varie unità operative, pur nell’evidente impossibilità di garantire percorsi dedicati covid sporco-pulito, imprescindibili per il contenimento dell’infezione».

La richiesta concreta e urgente che i vertici di Ozieri fanno, è che l’Ospedale Marino di Alghero, ormai a gestione quasi interamente covid, con un piano da 45 letti e un altro appena allestito che può accogliere una trentina di pazienti, e concepito per questo tipo di operatività, si faccia carico dei positivi stabili e a bassa intensità del presidio di Ozieri.

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